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Operazioni di soccorso in mare su navi: siglato il protocollo fra capitanerie, piloti e ormeggiatori

Pescara. Sottoscritto a Pescara il disciplinare tecnico-operativo per l’attuazione degli accordi stipulati nel 2016 con Fedepiloti e nel maggio 2017 con Angopi, dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto. Vengono così formalizzati, ha spiegato l’Ammiraglio Enrico Moretti “gli interventi di soccorso fatti dal Corpo delle Capitanerie insieme ai nostri servizi tecnici-nautici con i piloti e gli ormeggiatori”. In particolare, all’aeroporto militare di Pescara, dove è di stanza la sede del 3° Nucleo Aereo della Guardia Costiera, verranno addestrati 12 piloti portuali e 10 ormeggiatori, operanti nell’area adriatica, per l’apprendimento delle procedure di avvicinamento agli aeromobili ad ala rotante del Reparto, per il conseguente imbarco e trasferimento, nonché il rilascio su imbarcazione in navigazione tramite il verricello, nell’ambito delle operazioni di soccorso in mare su navi.

Oltre all’Ammiraglio Moretti, presenti alla firma il Direttore della Federazione Italiana Piloti dei porti, Cap. Fiorenzo Milani, il Presidente dell’Associazione Nazionale Gruppi Ormeggiatori Italiani, Cesare Guidi e Maria Carla Farina, in rappresentanza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Moretti ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’accordo ricordando il cargo, con a bordo 900 persone, lasciato alla deriva dagli scafisti, qualche anno fa nel canale d’Otranto, che sarebbe andato a schiantarsi sulle scogliere di Ugento (Lecce). “Solo grazie ai nostri uomini, calatisi dall’ elicottero – ha detto Moretti – siamo riusciti a salvare la nave, le 900 persone e la contaminazione della natura”. E ha aggiunto: “Con questo atto, portiamo a standard queste procedure insieme ai piloti e agli ormeggiatori che presso la base del III Nucleo Aereo di Pescara seguiranno, così come a Sarzana (La Spezia) e Catania, un addestramento specifico”. “Si tratta di un protocollo tecnico importantissimo – ha spiegato Farina – perché fa parte di un lavoro complessivo per dare maggiore efficienza e sicurezza ai porti, in connessione con tutti i soggetti operativi”.