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Orso a rischio, le associazioni lanciano l’allarme al Pnalm su area contigua: sia priorità dei governi

Pescara. “Gli enti che dovrebbero governare il territorio si rimpallano le responsabilità e non riescono a chiudere il procedimento di approvazione dell’area contigua e la sua regolamentazione. Nel frattempo a farne le spese è la natura in genere, in particolare l’Orso marsicano che continua a subire inaccettabili pressioni persino nei territori nei quali dovrebbe vigere una maggiore attenzione”. Lo affermano le associazioni Altura, Enpa, Lac, Lav, Lipu, Orso and Friends, Salviamo l’Orso e Wwf.

Nei giorni scorsi alcune associazioni hanno inviato una nota al Pnalm, il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, alla Regione Lazio e al ministero dell’Ambiente sull’annosa vicenda dell’area contigua del versante laziale del Parco, che non trova una conclusione. “Non sono bastati le note, le richieste di intervento agli enti, le informative alla popolazione, i ricorsi nei tribunali amministrativi. La sopravvivenza dell’Orso bruno marsicano, presente nell’Appennino centrale con una popolazione che conta ormai solo circa 50-60 individui”, dicono le associazioni, “passa attraverso la mitigazione delle principali minacce e una migliore regolamentazione di determinate attività antropiche potenzialmente impattanti su presenza, sopravvivenza e riproduzione al di fuori delle aree protette”.

Le aree contigue, previste dall’articolo 32 della Legge numero 394/91, la legge del quadro nazionale sulle aree naturali protette, costituiscono uno strumento essenziale per la conservazione di specie prioritarie. Lo sottolinea anche il Piano di Azione per la Tutela dell’Orso marsicano, il Patom, che include la loro istituzione tra gli interventi fondamentali da mettere in atto per limitare l’impatto dell’attività venatoria e per la creazione di indispensabili corridoi di connessione tra le aree protette. La corretta gestione delle aree protette, e delle rispettive aree contigue”, concludono gli ambientalisti, “deve essere una priorità dei governi regionali”.