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Ospedale Chieti, 500.000 euro l’anno per il noleggio della Pet-Tac. Il M5S porta il caso in Consiglio

L’Aquila. Arriva in Consiglio regionale il caso della PET-TAC dell’Ospedale di Chieti. A portarlo in aula è il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi, che commenta così la risposta avuta alla sua interpellanza nella quale si evidenziavano tutte le problematiche al riguardo, dal costo del noleggio del macchinario fino al rischio di commistione tra pazienti immunodepressi e altri potenzialmente positivi al Covid.

“Siamo finalmente venuti a conoscenza del costo del noleggio di questa strumentazione, che come confermato dall’Assessore Verì si aggira sui 500mila euro all’anno. Se pensiamo che una PET-TAC di ultima generazione costa intorno ai 2 milioni di euro, è evidente che avremmo già potuto comprarne una di proprietà e collocarla all’interno dell’Ospedale SS. Annunziata. Invece ci troviamo ancora oggi a dover spendere centinaia di migliaia di euro per un macchinario che si trova in un container, che crea disagi a pazienti oncologici già in condizioni di fragilità, e che ha avuto anche decine di giorni di fermo per problemi tecnici nelle ultime settimane”.

“L’Assessore Verì ha dichiarato che l’acquisto di un macchinario fisso e di proprietà sarebbe inserito nel Nuovo Piano Strategico della ASL 02 e ha preso personalmente impegno in tal senso. Mi auguro che mantenga la promessa e che, soprattutto, lo faccia il prima possibile, senza che ci siano nuove proroghe dell’affitto dell’attuale PET-TAC, che comporterebbero ulteriori ed evitabili costi alle casse regionali. Su questo tema non farò un passo indietro, e mi riservo la possibilità di depositare un’altra interpellanza nel caso in cui i documenti della Asl 02 non dovessero corrispondere alle parole dell’Assessore. I precedenti, infatti, dicono che i tempi di risposta sono solitamente tutt’altro che accettabili. Sto ancora aspettando una risposta dei vertici dell’Azienda ospedaliera sia a un accesso agli atti sul funzionamento della PET-TAC, che a una richiesta, inviata addirittura a marzo, per conoscere le tempistiche e l’iter dei tamponi sul territorio. È chiaro che queste attese non sono più tollerabili. Voglio augurarmi che anche l’Assessore Verì la pensi allo stesso modo e agisca in fretta. Dalle promesse, è il momento di passare ai fatti”, conclude.