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Ospedale San Massimo di Penne, Semproni a Lolli: trasformarlo in presidio ambulatoriale significa umiliare il territorio

Pescara.  “No al declassamento del presidio ospedaliero San Massimo di Penne in ospedale di area disagiata. Chiediamo al presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, rappresentante delle aree interne, di bloccare e rivedere la delibera regionale che assume modifiche al piano sanitario, e fermare quindi questo ennesimo tentativo di depauperamento del territorio vestino”. Lo afferma il sindaco di Penne, Mario Semproni, in merito all’approvazione del piano di programmazione sanitaria regionale che prevede il declassamento del San Massimo in ospedale di area disagiata.

“Questa delibera”, aggiunge Semproni, “non puo’ essere adottata perche’ la Giunta regionale non ha i poteri per farlo essendo, per decreto, sciolto il Consiglio regionale. Chiediamo invece ai parlamentari abruzzesi di intervenire per modificare il DM 70/2015 ed evitare quindi la ‘morte sanitaria’ del San Massimo. Negli ultimi due anni”, ricorda ancora il primo cittadino di Penne, “abbiamo perso tutto: il sisma del 2016 e la tragedia di Rigopiano hanno affondato il territorio vestino; attendiamo dal Governo Gentiloni, tra l’altro, ancora il rimborso delle spese (529 mila auro) sostenute dal Comune di Penne per le attivita’ di soccorso alle popolazioni nella seconda decade di gennaio 2017, in qualita’ di Centro operativo Misto (Com), e per gli eventi di Rigopiano. Ridurre l’ospedale di Penne a un presidio ambulatoriale, significherebbe”,  conclude il sindaco, “umiliare ancora una volta il nostro territorio. Questo no”.