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Otto donne e un mistero: al teatro comunale di Sulmona il noir teatrale di Ferro con un cast straordinario

L’Aquila. Arriva al teatro Comunale Maria Caniglia di Sulmona, venerdì sera alle 21. l’acclamato “8 donne e un mistero” di Robert Thomas, per la regia di Guglielmo Ferro con un cast straordinario composto da Anna Galiena, anche traduttrice del testo Debora Caprioglio, Caterina Murino con la partecipazione di Paola Gassman e con Antonella Piccolo, Claudia Campagnola, Giulia Fiume e Maria Chiara Dimitri. È Natale, anni ’50, una famiglia borghese francese fa i preparativi per le feste nella residenza di campagna, fuori nevica ed è perfetto così, i regali sono al loro posto sotto l’albero, le luci e le note festose hanno invaso le stanze. Improvvisamente il capofamiglia, Marcel, viene trovato morto nella propria stanza con un pugnale infilato nella schiena. Le cose si complicano a causa dell’intensa nevicata e del telefono isolato, i due imprevisti (naturale il primo e volutamente artificiale il secondo) impediscono di fatto ogni contatto con l’esterno trasformando una bella dimora di campagna in una prigione di paura. Le donne protagoniste di questuo noir saranno così costrette ad avviare una indagine per risolvere il mistero, confuse da misteriosi rumori e soprattutto dalle loro stesse menzogne.

“Otto (bravissime) interpreti impegnate a dipanare il “mistero” scritto da Robert Thomas”, scrive Alessandro De Falco, “con la regia teatrale di Guglielmo Ferro. Un castello di bugie che crolla sotto… gli applausi”. “La struttura drammaturgica della commedia thriller di Robert Thomas”, si legge nelle note di regia, “è un ingranaggio perfetto per sedurre lo spettatore contemporaneo ormai abituato alla nuova generazione di criminologia psicologica. E lo fa attraverso la figura madre: la donna. Ne sceglie otto: le più diverse, perché non sono personaggi ma personificazioni distinte della stessa identità-matrice. Come una Grande Madre che si fa Natura, Madonna, Dea, Terra e Morte. Una compagnia di donne di talento che scuotono le viscere drammaturgiche del testo con i loro segreti, le loro ambizioni verminose, le perverse visioni interpersonali, la loro arcaica animalità. Nessuna complicità, nessuna affinità non battezzata come ipocrisia e invidia tra le donne, come è e come sempre sarà. Per loro solo un fine: famelica sopravvivenza”.