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Parla l’investitore di Sara: “meglio se fossi morto io”. Davanti al Gip lo straniero si dice sconvolto

Avezzano. E’ stato interrogato ieri nel carcere dell’Aquila dove si trova rinchiuso con l’accusa di  omicidio stradale per aver provocato l’incidente che è costato la vita a Sara Sforza, la 23enne di Aielli che viaggiava con il fidanzato. Jarrar Ayoub, il marocchino di 25 anni, è stato ascoltato ieri mattina dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Calra Mastelli, alla presenza del suo legale, l’avvocato Leonardo Pompili.

Si è scusato per quanto causato ed è apparso provato davanti al gip.  “Sono distrutto per la tragedia che si è verificata a causa mia, sono molto provato, chiedo scusa per quello che è accaduto”, avrebbe detto  Jarrar Ayoub. “Sarebbe stato meglio se fossi morto io”, ha aggiunto nelle dichiarazioni al giudice. H
a poi ammesso  la sua responsabilità e affermato che non si aspettava quelle drammatiche conseguenze.

Ha respinto le accuse di guida sotto l’effetto di droga, sostenendo che le tracce di cocaina riscontrate nel sangue non erano recenti, ma si tratterebbe di droga assunta precedentemente che non avrebbe avuto effetto sull’incidente.  Se da un lato ha ammesso di aver guidato in modo pericoloso, dall’altro, per quanto riguarda l’alcol, ha dichiarato di aver bevuto la sera prima e a pranzo, ma non nell’immediatezza, prima di mettersi alla guida.

La tesi accusatoria sostiene che Jarrar Ayoub, in stato di ebbrezza, dopo una serie di sorpassi ad alta velocità, in un tratto di strada ascendente e con linea continua, abbia centrato in pieno la Renault Twingo che procedeva nel senso opposto, condotta da Sara Sforza, causando anche il ferimento del suo fidanzato, Alessio Vergari. Inizialmente era solo indagato. Successivamente è stato arrestato su istanza del giudice su richiesta della procura ma doveva essere sottoposto a un intervento chirurgico nel reparto di chirurgia maxillo facciale del San Salvatore.