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Pasticcio colori, Abruzzo domenica arancione. Marsilio: ho la coscienza a posto. Pd: chieda scusa

Pescara. L’Abruzzo, nota per essere la regione verde d’Europa, rosso nella giornata di domani (sabato),  ritornèrà arancione da domenica. Stavolta però con l’ordinanza del governo. E’ un pasticcio a colori quello che si è innescato in Abruzzo. Tra i commercianti, soprattutto quella parte interessata dal cambiamento, perversa la confusione. Così come accaduto prima dell’immacolata, quando molti hanno deciso di restare chiusi nonostante l’ordinanza di Marsilio.

Ora però il ministro Roberto Speranza chiama Marsilio e annuncia il passaggio alla nuova fascia, quello in linea con gli organi scientifici. Il ministro ha trasmesso il testo dell’ordinanza che riconosce l’Abruzzo in zona arancione da domenica.  Si consuma così uno di quei capolavori di burocrazia amministrativa che rende le istituzioni incomprensibili ai cittadini. 

Stizzito il commento di Marsilio. “La pervicace azione del governo”, ha sostenuto, “produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo. Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un “pericolo” così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni. Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo. Mi sento con la coscienza a posto”.

“Marsilio smetta di fare a braccio di ferro, è il presidente della Regione, gli abruzzesi non possono pagare il prezzo della sua propaganda”. Lo afferma Silvio Paolucci consigliere regionale del Pd.  “Al posto di continuare ad alimentare lo scontro istituzionale, Marsilio riparta dall’accordo che ha poi violato, affinché l’Abruzzo esca prima di Natale dalle restrizioni, facendo scattare i 14 giorni previsti della zona arancione da mercoledì 9 dicembre.  “Quando Marsilio ha interloquito con il Governo, sapeva bene che l’Abruzzo sarebbe potuto uscire mercoledì dalla zona rossa, perché doveva fare i 21 giorni previsti, come avevano fatto tutte le altre regioni, anche le 14 di centrodestra – illustra Paolucci – Quando ha scelto di infilare l’Abruzzo in zona rossa sapeva benissimo che come per tutte le altre regioni italiane il periodo di restrizioni collegato sarebbe stato di 21 giorni e non 19. Tanto è vero che il governo aveva riconosciuto i 4 giorni di anticipo dell’ordinanza di Marsilio rispetto a quelle del Ministro della Salute, proprio perché si arriva il giorno 9 dicembre ai 21 giorni stabiliti. Così come oggi siamo tutti a conoscenza che ne occorrono altri 14 di zona arancione per tornare alla zona gialla.

La sua ordinanza, che di fatto accorciava la zona rossa da 21 giorni a 19 era chiaramente illegittima, anche perché in nessuna regione d’Italia si è verificato, né si poteva verificare, un trattamento diverso. Di questo passo sta imprigionando l’Abruzzo nelle restrizioni fino al 27 dicembre, giorno in cui dovrebbe finire la permanenza in area arancione che, a seguito dell’ordinanza cassata dal Tar, scatterebbe da domenica. Per questo è importante che Marsilio torni all’interlocuzione con il Governo e la smetta di trasformare l’Abruzzo in una comunità da strumentalizzare politicamente. Se lo farà, sono certo che troverà una possibilità, ma deve percorrerla per non relegare l’Abruzzo in un confino che non merita. È il minimo, visto che le leggi che promulga vengono impugnate perché illegittime e dannose per il territorio, così l’ultima in ordine di tempo la n. 29/2020. Le ordinanze che firma per anticipare provvedimenti governativi vengono bocciate dal TAR. L’Abruzzo che lui governa aspetta ancora i fondi per le zone rosse del primo lockdown, i ristori per imprese e partite iva, i vaccini contro l’influenza e grazie alle bravate di Marsilio oggi torna l’unica regione in zona rossa d’Italia. A due settimane da Natale. Lasci perdere la propaganda e faccia l’amministratore”.

“Marsilio chieda scusa per quello che ha combinato”, ha sottolineato l’onorevole Stefania Pezzopane (Pd). Nessuno dei 14 presidenti di regione appartenenti alla destra ha mai fatto una cosa del genere. Un atto di grave arroganza che danneggia l’Abruzzo, crea confusione, ha gettato nell’incertezza cittadini ed attività economiche e commerciali. Questa sera il ministro Speranza ha firmato la vera ordinanza per collocare l’Abruzzo in zona arancione. Sono rammaricata per quanto accaduto, mi dispiace per le tutte le attività che per responsabilità di Marsilio domani saranno chiuse e per i bambini che non potranno andare a scuola. Ma purtroppo il Presidente della regione usa gli abruzzesi come manganelli per colpire il governo. Non sa lavorare in squadra, si scontra con tutti e litiga con tutti. In emergenza non si apre uno scontro contro il governo per far contenta la Meloni. Una figuraccia orrenda”.