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Pastore guineano morto in Abruzzo, la perizia conferma: decesso per monossido

Al momento nel registro degli indagati è iscritto il datore di lavoro del pastore 23enne

L’Aquila. Ousmane Kourouma, il pastore trovato morto in una stalla di Goriano Sicoli è stato ucciso dal monossido di carbonio sprigionato dal braciere che aveva acceso per riscaldarsi. La conferma è arrivata nel tardo pomeriggio dall’autopsia eseguito dall’anatomopatologo, Luigi Miccolis che dopo i prelievi di rito si è riservato 90 giorni di tempo per consegnare l’esito della perizia. Sul corpo del 23enne originario della Guinea non sono stati trovati altri segni che potessero far pensare a una morte diversa dall’asfissia conseguente ad intossicazione.

Al momento c’è solo un iscritto nel registro degli indagati. Si tratta del datore di lavoro del pastore, un imprenditore di Canneto residente a Sulmona, che ha rilevato la gestione dell’azienda agricola da un 71 enne di Goriano Sicoli, proprietario della struttura dove dormiva Ousmane Kouruma. L’ipotesi di reato è omicidio colposo ma nelle prossime ore il quadro accusatorio potrebbe allargarsi coinvolgendo anche altre persone. Subito dopo l’autopsia la salma del 23enne è stata riconsegnata ai familiari che ora dovranno decidere se farla rientrare in Guinea o celebrare le esequie in Italia.