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Perdonanza Celestiniana, il sindaco dell’Aquila Biondi: potrebbe diventare un patrimonio Unesco

L’Aquila. ”È il primo giubileo della storia. Un dono straordinario lasciato in eredità alla città dell’Aquila e alla comunità dei credenti nel mondo. Un rito che dal 1294 si rinnova ogni 28 e 29 di agosto, grazie alla Bolla Papale emanata da Celestino V”. Lo spiega il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi: i cinque giorni che scattano domani, con l’accensione del fuoco sacro, celebrano la Perdonanza Celestiniana, evento che ogni anno richiama migliaia di pellegrini e turisti nella città martoriata dal terremoto del 2009.

Biondi parla di ”gesto rivoluzionario” da parte di Celestino V, per il suo messaggio di ”di unità, fratellanza e concordia tra i popoli nacque in un particolare momento storico caratterizzato da forti contrapposizioni e litigiosità”. All’ANSA il sindaco spiega che il Papa ”stabilì che l’indulgenza plenaria fosse universale, che tutti potessero beneficiarne una volta l’anno, a partire dagli ultimi, dai più poveri e più umili”. Per questo, per questa festa straordinaria L’Aquila attende ”il pronunciamento Unesco”, per far sì che diventi un evento valorizzato universalmente. Biondi infatti sottolinea che ”la Perdonanza è una festa di una comunità, che in essa si identifica nel solco di valori antichi e universali. È in corso la fase di valutazione per essere iscritta quale patrimonio immateriale Unesco e l’esito finale della candidatura è atteso durante il Comitato intergovernativo previsto nei primi giorni di dicembre a Bogotà, in Colombia. Nutriamo forti speranze che questo importante riconoscimento possa essere attribuito a un evento festivo e spirituale che coinvolge e aggrega l’intero territorio della provincia aquilana, persone, gruppi di fedeli e appassionati provenienti dall’Italia e dall’estero. Tutti animati dalla volontà di partecipare alla ricorrenza di questa tradizione secolare, patrimonio storico e antropologico ed espressione vitale di significati sociali e culturali come la solidarietà, la condivisione, l’inclusione”. Ma la Perdonanza può essere anche un volano per il turismo: ”Anche, ma non solo. L’Aquila vuole mostrare i grandi sforzi che sta compiendo per risollevarsi dopo il 6 aprile 2009. In questi dieci anni molto è stato fatto e ancora tanto resta da fare per restituire alla comunità aquilana una città più sicura, moderna ed europea. Il decennale del terremoto è l’occasione per far vedere agli Italiani cosa si sta facendo con i loro soldi, visto che la ricostruzione è finanziata con le risorse dello Stato. Ogni giorno ci riappropriamo di luoghi identitari, simboli della nostra storia e di una bellezza che temevamo di aver perduto”.

Ecco l’invito del sindaco a recarsi all’Aquila: ”La cosiddetta “narrazione” della ricostruzione non è stata, anche in un passato recente, sempre coerente con la realtà e con il fervore che cittadini e istituzioni mettono nell’opera di recupero e riscatto della loro terra. Suggerisco agli italiani di venire ad ammirare di persona il più complesso processo di rigenerazione urbana del dopo guerra. Ne rimarranno stupiti”.