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Perdonanza, si chiude la Porta Santa. Biondi: festa condizionata dall’emergenza sanitaria, ricorda l’edizione 2009

L’Aquila. Quest’anno, la Perdonanza celestiniana dell’Aquila è “condizionata dall’emergenza sanitaria, ma comunque sentita e partecipata nel rispetto del pensiero di Celestino, così attento all’aspetto religioso, ma altrettanto alla festa per il popolo. Perché la sua dimensione ascetica non lo ha mai allontanato dalle necessità materiali della sua gente”. Lo afferma il sindaco Pierluigi Biondi, nel discorso pronunciato stasera alla basilica di Collemaggio, prima della chiusura della Porta Santa, per celebrare la conclusione della 726esima Perdonanza. La festa, riconosciuta come patrimonio immateriale Unesco, quest’anno vede L’Aquila “devastata dal terremoto e ferita dal fuoco vigliacco; la rinascita bloccata dal Covid-19; la ricostruzione messa a dura prova dalla eccessiva burocrazia; il futuro difficile da immaginare e la luce di Dio che ci guida verso la speranza alla quale – e lo ricordo prima di tutto a me stesso – la politica deve dare contenuti e progettualità”, come afferma il sindaco.

“La religio” spiega Biondi “è ciò che lega e tiene insieme le cose e la religione ha questo significato di legame che tiene uniti i destini dei popoli. E, gli aquilani ne sanno qualcosa”. Quest’edizione, dice il sindaco, “ha richiamato alla mente e al cuore di ognuno di noi quella del 2009, che vide la traslazione dell’urna di Celestino scortata dai vigili del fuoco e l’apertura della Porta Santa dopo la Messa officiata anche allora come oggi all’aperto, con i fedeli che poterono varcarla velocemente, percorrendo un tratto transennato messo in sicurezza”.

Biondi evidenzia l’importanza di coinvolgere i giovani del territorio nella trasmissione dell’eredità spirituale e culturale della Perdonanza. “L’eredità morale di Celestino, la sua fascinazione emozionale, la sua sensibilità ai valori spirituali, la sua saggezza in assenza di materialità, l’esaltazione del silenzio che lui privilegia per disciplinare la mente, rappresentano un patrimonio identitario inestimabile che di anno in anno consegniamo nelle mani preziose – in quanto fattrici di futuro – dei nostri giovani” afferma il sindaco. “In questa 726esima Perdonanza – nella convinzione che per i ragazzi funzionano più gli esempi che le lezioni – attraverso quel meccanismo perfetto che dalla rappresentazione teatrale porta alla realtà, è stato realizzato uno spettacolo che mettendo in fila i fatti, le storie, i personaggi dell’epoca racconta Celestino senza le banalizzazioni e le scorciatoie di una comunicazione priva di sapienza. E, inoltre, la scelta dell’autore del testo teatrale, testimonia ai nostri figli il messaggio secondo il quale l’abbraccio tra opposti è possibile – come fa Celestino nei confronti dei rappresentanti del potere temporale – e che su questo crinale è cosa buona e giusta che costruiscano il loro futuro. Oggi, nel pieno della rinascita della nostra terra, rinvigoriti dal riconoscimento dell’Unesco, il nostro sentire è tutto per i giovani che amano e credono nella loro città tanto da non abbandonarla, o da farvi ritorno con nuovi progetti, o da seguirla con sentimento costante da dove la vita li ha portati”.