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Persi altri 12 mila posti di lavoro nell’edilizia, lavoratori e sindacati scendono in piazza

Pescara. Persi 12mila posti di lavoro, in un territorio dove la chiusura di impianti fissi concorre alla deindustrializzazione. I lavoratori abruzzesi del settore delle costruzioni si sono ritrovati ieri mattina a Pescara, in piazza Unione, per una manifestazione di protesta promossa da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, rappresentate rispettivamente da Gianni Panza, Lucio Girinelli e Silvio Amicucci. Nell’ambito del sit-in e’ stato chiesto un incontro con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, con l’assessore regionale Donato Di Matteo e con i capigruppo consiliari per la presentazione di una piattafor120354449-a8b06bb5-ff54-4932-8570-30a6aadf814fma che, dicono i sindacalisti, “e’ stata gia’ presentata in passato alla precedente giunta”. L’obiettivo dei rappresentanti dei lavoratori e’ quello di “rilanciare il settore delle costruzioni a livello regionale, avendo subito una perdita di 12.000 posti di lavoro nonostante l’opportunita’  rappresentata dal terremoto del 2009. A questi posti di lavoro venuti meno nel tempi si aggiungono i posti, e sono migliaia, persi nell’indotto”. Presentando la piattaforma i sindacati indicano una serie di azioni, di proposte e chiedono che “oltre alla disponibilita’ a discuterne mostrata dalla Regione ci siano i fatti, da parte della amministrazione. Nel settore, dicono sempre i sindacalisti, serve un cambio di passo e se in passato si e’ costruito tanto e male ora l’edilizia deve tornare ad essere utile, passando per la green economy e la smart City”. Tra l’altro viene sollecitata “la definizione della stazione unica appaltante”. Al momento e’ in corso un incontro con il presidente della Regione.