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Pezzopane: destra italiana separatista. Protestando oggi infrante leggi non scritte

L’Aquila. “Un 2 giugno intenso ed emozionante all’Aquila” afferma la deputata Pd Stefania Pezzopane, che ha poi continuato. “Prima alla Villa comunale, su invito della prefetta Torraco, per ricordare il lungo e faticoso percorso di liberazione, per conquistare la democrazia e la Repubblica. E poi al cimitero a ricordare la nostra madre costituente Maria Federici Agamben. Il 2 giugno è una festa importante per il nostro paese.
E’ stata commovente questa mattina la celebrazione nel cimitero monumentale dell’Aquila con ANPI L’Aquila, per rendere omaggio ad una donna simbolo del nostro paese, un’aquilana, Maria Agamben Federici, una delle 21 madri costituenti. Oggi è la #FestadellaRepubblica, il giorno in cui nel 1946 gli italiani e le italiane decisero la democrazia e la Repubblica. E questa è la festa di tutti gli italiani.
Chi oggi ha deciso di fare manifestazioni di parte, infrange un patto non scritto che ha stabilito il calendario civile di questo paese. Fatto di date comuni, e di radici comuni. La Liberazione dai fascisti e dai nazisti, la scelta della Repubblica, il giorno in cui onoriamo anche le nostre forze armate.
Negli USA i Repubblicani non si sognerebbero mai di fare una manifestazione il 4 Luglio contro il governo, uguale in Francia il 14 Luglio, o in Israele il giorno dell’indipendenza, o in Germania il giorno della riunificazione. Il 2 Giugno è delle italiane e degli italiani, non di una parte sola. La destra sta davvero facendo tutto ciò che è in suo potere per rendere divisivo il 2 giugno.
Perché Salvini e Meloni, che l’anno scorso tenevano così tanto a quella festa da averla entrambi disertata, sono infatti arrivati al punto di voler provare a scavalcare il presidente della Repubblica, chiedendo inopportunamente di andare a deporre fiori al Milite Ignoto, ai fini di una spettacolarizzazione mediatica davvero fuori luogo. Oggi, tutta la destra abruzzese ha scelto un modesto sit in in Piazza Duomo nel giorno dedicato alla nostra Repubblica. Con sindaci che confondevano la fascia tricolore con una bandiera di partito, con l’intento di spettacolarizzare le loro azioni e provare a dividere gli italiani in questo che dovrebbe invece essere il giorno di unione per eccellenza. Delineando così un modo, consentiteci, barbaro di far politica.
Noi abbiamo invece la responsabilità di tenere unito il Paese, quando altri provano a dividerlo” conclude la Pezzopane “un grazie riconoscente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le sue parole ferme, forti, parole di unità nel momento più difficile della vita della Repubblica da quel 1946, a causa della emergenza e della grave crisi economia prodotto dalla pandemia”.