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Piano di conservazione del lupo, animalisti: no uccisioni è una grande vittoria. Wwf: grande passo in avanti

L’Aquila. Il nuovo Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia “rappresenta una grande vittoria di tutti gli animalisti” afferma Rinaldo Sidoli, segretario dell’ Alleanza Popolare Ecologista, dirigente nazionale di Animalisti Italiani onlus e promotore della campagna Salva il lupo e della omonima petizione sulla piattaforma change.org che ha ricevuto più di 459mila firme e punta a 500.000. “A margine dell’incontro del 2 agosto 2018 con il ministro Costa”, ricorda Sidoli, “veniva confermata la massima attenzione da parte del dicastero alla salvaguardia del lupo, e che sull’argomento non ci sarebbero stati cedimenti. Finalmente vengono cancellati gli ‘abbattimenti controllati’ che erano previsti nel precedente piano del 2017 e che avevano provocato le nostre proteste per un indiretto incentivo agli atti di bracconaggio contro la specie”.

“La nostra mobilitazione”, promette Sidoli, “non si fermerà fino alla definitiva vittoria. Eserciteremo ulteriori pressioni sui decisori attraverso la piattaforma change.org/soslupo che ha raccolto oltre 459mila firme di realtà animaliste e ambientaliste contrarie alle uccisioni di lupi, ibridi e cani vaganti. Ricordiamo che il ‘Canis lupus’ è una specie rigorosamente protetta in quanto annoverata nell’allegato IV della direttiva Habitat (92/43/Cee), che all’articolo 12 ne proibisce qualsiasi forma di cattura o uccisione. Pertanto ci auguriamo che le Regioni favorevoli all’abbattimento dei lupi si mettano l’animo in pace e votino con coscienza rispettando la crescente sensibilità dei cittadini sui diritti degli animali”.

Con l’esclusione degli abbattimenti, “finalmente sembra sia stato fatto un importante passo verso un Piano di conservazione che crea le condizioni per una migliore convivenza con l’animale simbolo della Natura d’Italia.” Il lupo”, dice il Wwf spiegando che è “un piano in grado di fare la differenza, quello per cui ci siamo battuti fino ad oggi” e che “deve promuovere la ricerca e il monitoraggio, combattere il bracconaggio, individuare sostenere le azioni di prevenzione dei danni, che sono la migliore risposta ai conflitti”.

“Negli ultimi anni, il Wwf”, insieme alle altre associazioni ambientaliste che hanno aderito alla campagna #soslupo, “si è impegnato moltissimo per difendere il lupo, a cominciare dalla mobilitazione nei confronti della precedente proposta di piano di conservazione che prevedeva la possibilità degli abbattimenti. Consentire di sparare al lupo avrebbe rappresentato un drammatico e crudele arretramento nelle conquiste ecologiche e culturali, che riconoscono al lupo in importante ruolo negli ecosistemi e nella nostra vita”.

“Oggi”, prosegue l’associazione ambientalista, “la lungimiranza delle battaglie che negli anni ’70 ha garantito la sopravvivenza a questo straordinario animale, deve essere accompagnata da un’intelligente gestione della convivenza. La presenza e la diffusione del lupo, infatti, possono essere messi a rischio dalla mancanza di visione d’insieme, dalla poca attenzione nei riguardi del suo impatto sulle attività produttive (servono, quindi, adeguate compensazioni dei danni) e soprattutto dalla disinformazione e dalla scarsa conoscenza di quelle che sono le corrette misure di prevenzione dei danni. Il fatto che le dichiarazioni del ministro Costa sul nuovo Piano lupo vadano in questa direzione, escludendo gli abbattimenti, fa ben sperare per il futuro dell’animale simbolo della natura d’Italia”.