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Piano di riordino ospedaliero, Scoccia attacca la Verì: negati i documenti inviati al ministero, cosa ci nascondono?

"Si nota l'assenza dell'organizzazione degli ospedali di Avezzano e Castel di Sangro"

L’Aquila. “Si è tenuta ieri l’attesissima quinta commissione consiliare per discutere sul nuovo Piano di Riordino della rete ospedaliera abruzzese. Ho amaramente constatato, se ancora ce ne fosse il bisogno, come il tema Sanità venga trattato con estrema approssimazione dalla Giunta regionale”. É quanto scrive, in una nota, il consigliere regionale Marianna Scoccia.

Dopo le dichiarazioni del capogruppo del M5s Sara Marcozzi, che denuncia il fatto che l’assessore alla Sanità e il centrodestra abbiano negato l’accesso agli atti inviati al ministero, arriva anche il commento del consigliere di maggioranza Marianna Scoccia.  “Difatti l’assessore Verì”, precisa la Scoccia, “malgrado la promessa di una puntuale illustrazione dei documenti inviati al ministero, si è limitata ad esporre 6 slides guardandosi bene dal fornire la bozza del nuovo Piano e, nonostante l’esiguo materiale, la commissione è stata chiusa prima che venisse spiegato tutto. Durante l’illustrazione l’assessore ha dichiarato che l’ospedale di Sulmona verrà “allineato alle funzioni di primo livello”. Ho sempre ritenuto il presidio ospedaliero di Sulmona un punto cardine del territorio, e, raccogliendo le istanze dei cittadini, sono stata promotrice di una risoluzione a favore di un Dea di primo livello per l’ospedale “SS. Annunziata”, tuttavia la dichiarazione dell’Assessore non è sufficiente”.

“All’esplicita richiesta, infatti”, sottolinea Marianna Scoccia, ” di prendere visione del nuovo piano e soprattutto della tabella C per constatare se il presidio di Sulmona venga dotato di 13 u.o.c. diventando ufficialmente ospedale di primo livello e non solo presidio con funzione di primo livello è stato risposto con un imbarazzato e imbarazzante ìno’. Corre l’obbligo di sottolineare come questo singolare atteggiamento elusivo oltre a ledere i diritti del consigliere per esprimere la propria funzione, sanciti all’art.30 comma 2 dello Statuto, dia adito a forti dubbi e speculazioni”.  “Il rischio”, afferma, “neanche tanto remoto, è che tutto si riduca ad un mero bluff propagandistico con il sentore che per un vero Dea di primo livello Sulmona debba affidarsi ad una dea bendata. Allargando il quadro a livello provinciale non cambia l’opprimente sensazione che si stia navigando a vista, l’assenza della tabella C non consente di osservare il nuovo assetto degli ospedali di Avezzano e Castel di Sangro, nessuna indicazione su reparti e posti letto, impedendo di capire la direzione che il Governo intenda dare a ciascun nosocomio”.

“Scarse, scarsissime informazioni anche sulla paventata formazione di Dea di secondo livello, l’ospedale San Salvatore dell’Aquila diventerà presidio di alta complessità assistenziale insieme agli altri 3 presidi situati nei capoluoghi di provincia, non è dato sapere però come questi presidi interagiranno fra loro per formare i dea di secondo livello. L’assessore Verì si è limitata ad esporre due slides guardandosi bene dal fornire la bozza del nuovo piano e”, conclude Scoccia, “nonostante l’esiguo materiale la commissione è stata chiusa prima che venisse spiegato tutto. Imbarazzante il silenzio dei miei colleghi di maggioranza. Su un tema così importante io non mollo”.