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Pietrucci vince le primarie aquilane del Pd e inizia la corsa per le regionali con D’Alfonso

L’Aquila. Si sono chiuse alle 20.00 le urne che hanno consentito ai 5096 cittadini di scegliere con il loro voto chi fra Alfredo Moroni e Pierpaolo Pietrucci avesse i requisiti migliori per essere il candidato consigliere del territorio aquilano per il Pd nella corsa all’Emiciclo delle elezioni regionali del 25 maggio. Con 3135 voti l’ha spuntata Pierpaolo Pietrucci al 61% lasciando Moroni con 1961 voti al 38,19%. Grande soddisfazione dei vertici del partito anche per la partecipazione massiccia al voto che domani verrà analizzato e commentato durante una conferenza stampa con i protagonisti. Sui social network stanno arrivando tantissimi messaggi di rallegramenti per questo traguardo e per l’inizio di una nuova avventura.  E’ stata una settimana impegnativa per i due candidati del capoluogo regionale alle prese con incontri e confronti per la caccia al voto in occasione di queste discusse, sofferte e tardive primarie. Dunque da oggi Pietrucci è un altro candidato consigliere nella squadra di Luciano D’Alfonso, sfidante del Governatore uscente Gianni Chiodi e di Sara Marcozzi candidata per il M5S. Ha vinto il volto nuovo, o se volete la faccia del rinnovamento, quella di un giovane amministratore, 37 enne consigliere provinciale e funzionario del Comune dell’Aquila, ex capo di gabinetto del sindaco, il quale durante questo sia pur breve periodo di campagna elettorale aveva percepito tanta voglia di cambiamento vedendo molto apprezzata la sua capacità di ascolto testata nei tanti incontri con gli aquilani per affrontare problemi e speranze di una città che Pietrucci conosce fino al cuore ferito dal dramma del sisma. Non ce la fa a superare la prova Alfredo Moroni, 61 anni, assessore comunale ai lavori pubblici, dirigente in aspettativa della Regione Abruzzo, motivato nella competizione ma anche critico e al quanto perplesso per la scelta di non aver fatto le primarie insieme a quelle del presidente poiché aveva riscontrato un disinteresse diffuso presso l’elettorato per questo tipo di strumento per selezionare i candidati. Si sbagliava perchè la partecipazione di tanta gente ha dimostrato che sia pur in ritardo è sempre bene dare la parola ai cittadini e non ai vertici di partito. Gianluca Rubeo