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Consorzio Vini d’ABruzzo 2

Piscine e palestre nel mirino Dpcm, polemiche in Abruzzo

I gestori, abbiamo attuato subito i protocolli, non siamo untori

Pescara. Il rischio di una nuova chiusura alimenta la confusione degli utenti e può generare danni economici seri. Dopo il nuovo Dpcm per le piscine in Abruzzo la situazione al momento non presenta novità sostanziali, i gestori ribadiscono di essere da tempo in regola con i protocolli sanitari anticontagio da Coronavirus.

“Nei nostri impianti e nella piscina abbiamo adottato i protocolli anti-Covid 19 stabiliti dalla Fin – spiega Luciano Di Nicola, presidente della Sgt San Giovanni Teatino – Distanziamento in
vasca, misurazione della temperatura, autocertificazione, sanificazione. Mi risulta siano previsti controlli dei
Nas negli impianti, ma al momento nelle nostre strutture non è venuto nessuno”. Nazzareno Di Matteo, dg delle
piscine Le Naiadi di Pescara e gestore di un altro impianto ad Avezzano, commenta: “Non è cambiato nulla
rispetto al protocollo del 25 maggio e con i successivi Dpcm. Noi continuiamo a seguire scrupolosamente tutte
le prescrizioni sanitarie e se ci saranno controlli tutti potranno verificare quello che accade. Il problema è un
altro: dopo la chiusura di mesi e la riapertura con grandi sacrifici economici sostenuti, oggi, quando si deve
ricominciare la stagione, sentir dire che c’è il rischio di una nuova chiusura non fa altro che far crescere il
timore negli utenti, con danni economici non di poco conto”.

Per i gestori dell’Atessa Sport Village, che fanno capo a Sinergie sportive, specificano che “i protocolli anti-Covid, severissimi e già adottati fino ad oggi, sono stati ulteriormente irrigiditi per assicurare agli utenti di piscina e palestra le massime garanzie per lo svolgimento della pratica sportiva”. Il presidente della Rari Nantes L’Aquila, Giovanni Benevieri, che gestisce la piscina comunale “Ondina Valla” nel capoluogo abruzzese, parla senza mezzi termini di “danno ulteriore che questa confusione fa ai gestori delle piscine che già sostengono grossi sacrifici. Dal 20 giugno avevamo riaperto, proprio più tardi per mettere in atto tutti i protocolli anti-Covid. Oggi questo allarmismo sta creando un danno economico ancora più grande, facendo passare i gestori di impianti sportivi come untori”.