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Polemiche su multa a D’Alfonso, risponde D’Alessandro: è suo diritto presentare ricorso

Pescara. D’Alfonso si muove in lungo e in largo per risolvere i problemi degli abruzzesi e viene pizzicato dalla Polizia Stradale sull’A25 e multato per eccesso di velocità di 1.405 euro. Vicenda che ha sollevato non poche polemiche, primo tra tutti insorge Febbo. “Lucianovunque – dice l’esponente di Fi ironizzando sullo slogan ‘Regione Ovunque’ usato dal governatore – ha ben pensato di presentare ricorso al i-270-215-camillodalessandro44Prefetto dell’Aquila che lo ha puntualmente rigettato ordinando il pagamento della sanzione, delle spese di notifica del verbale, del bollo di quietanza e delle spese di notifica dell’ordinanza. Ora mi chiedo: chi pagherà queste spese? Saranno a carico della Regione?”. Alle polemiche sollevate dal consigliere regionale Mauro Febbo sulla multa per eccesso di velocita’ che la polizia stradale ha elevato il primo agosto scorso sull’autostrada A25 nei confronti del presidente Luciano D’Alfonso e che e’ stata al centro di ricorsi, risponde il sottosegretario alla Giunta regionale abruzzese Camillo D’Alessandro. “Ci troviamo di fronte – dice D’Alessandro – ad una violazione posta in essere per garantire l’adempimento di un dovere istituzionale” che si “esplicava nella necessita’  di partecipare ad un riunione presso il Ministero dello Sviluppo economico a Roma, prevista alle ore 8:00, per poi incontrare il viceministro Claudio De Vincenti. Questo – spiega D’Alessandro – verra’  rappresentato nel ricorso che, come ogni cittadino a e quindi senza alcun privilegio il presidente D’Alfonso presentera’ al Giudice di pace di Avezzano, competente per territorio, mentre il Prefetto della Aquila ha rigettato il ricorso avverso la multa poiche’ la polizia stradale ha prodotto delle controdeduzioni sulla insussistenza dello stato di necessita’. In ogni caso – conclude D’Alessandro – qualora le sue ragioni non venissero riconosciute in sede di ricorso, legittimamente consentito ad ogni cittadino, si provvedera’  al pagamento della ammenda. Quanto alle polemiche sollevate dal consigliere Febbo, il presidente se la sarebbe potuta prendere comoda pernottando la sera prima in un albergo a Roma, cosa che notoriamente non e’ consigliabile per la Regione abruzzese ereditata”.