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Premi ai dipendenti delle Asl Abruzzo: raggiunto accordo vantaggioso con la regione

L’Aquila. “La Regione Abruzzo rompa ogni indugio e paghi immediatamente i premi ai dipendenti delle Asl: solo così sarà veramente riconosciuto il valore del loro lavoro durante l’emergenza covid”. È quanto ha affermato Giuseppe De Angelis, segretario regionale Uilfpl Abruzzo, in merito all’accordo con la regione Abruzzo sottoscritto da Uilfpl e Uilfpl Medici, che prevede una premialità aggiuntiva una tantum, a decorrere dal 1 marzo al 30 aprile 2020, a tutto il personale direttamente impiegato nelle attività di contrasto alla emergenza durante questo periodo. Tale premialità corrisponde a 40 euro per ogni giorno di lavoro, mentre, per il personale impegnato occasionalmente, è stato concordato 20 euro per ogni giorno lavorato. I premi sono riconosciuti anche al personale che ha contratto il covid, per tutto il periodo di quarantena.

“Il risultato ottenuto”, ha dichiarato De Angelis, “è nettamente più vantaggioso di altri accordi regionali che prevedono una premialità una tantum di soli 1000 euro. La nostra priorità è stata quella di dare risposte immediate ai numerosissimi dipendenti delle Asl direttamente impiegati nelle attività di contrasto alla emergenza covid 19. Al tavolo regionale, si era venuta a determinare una congiuntura di stallo, anche in funzione di precisi vincoli di carattere legislativo. Come Uil abbiamo ritenuto di rompere gli indugi per mettere in atto le azioni che portano a soddisfare le giuste aspettative degli operatori delle Asl abruzzesi. D’altra parte, l’intervento si rendeva necessario anche per abbandonare un primato negativo che vedeva la Regione Abruzzo fanalino di coda fra tutte le regioni d’Italia nella specifica classifica relativa alla sottoscrizione del particolare accordo”.

Una novità dell’accordo è rappresentata anche dal sistema di ripartizione delle risorse regionali disponibili alle quattro Asl abruzzesi: una quota pari ai quattro quinti viene ripartita in misura proporzionale al numero delle unità in servizio al 31 dicembre 2019 (personale a tempo determinato e a tempo indeterminato) e il restante quinto in misura proporzionale alla media del numero dei pazienti positivi presi in carico dalle Asl nel bimestre marzo-aprile 2020. “La vera novità”, ha detto il segretario regionale Uilfpl, “è rappresentata dal fatto che viene demandata alla contrattazione aziendale la individuazione del personale beneficiario della premialità, inclusi i lavoratori somministrati e convenzionati direttamente e/o occasionalmente impegnati nelle attività di contrasto, in base alla verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi, tempestività nella risposta emergenziale, adeguatezza degli interventi organizzativi e qualità del setting assistenziale utilizzando gli attuali sistemi aziendali di misurazione e valutazione”. Quest’ultimo aspetto rappresenta per la Uilfpl “un valore aggiunto considerato cha da anni a livello nazionale nella stipula dei nuovi contratti nazionali abbiamo sempre sostenuto, potenziato e valorizzato la cosiddetta contrattazione decentrata”.

L’accordo, inoltre, prevede che laddove si rendessero disponibili ulteriori risorse economiche saranno destinate all’estensione del periodo temporale di riferimento per il quale è riconosciuta la premialità fino al 31 luglio 2020. Infine, si registra l’impegno della Regione ad individuare ulteriori e specifiche risorse finanziarie da destinare per l’estensione del diritto premiale anche a favore del personale non dipendente dalle Asl, visto che attualmente le risorse disponibili sono destinate esclusivamente per legge dello Stato al personale dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale.

“Naturalmente”, ha concluso De Angelis, “in fase di conversione in legge dei vari decreti, questa organizzazione sindacale, già impegnata a livello nazionale attraverso la proposizione di specifici emendamenti, rimarrà obbligata per far riconoscere la premialità di cui si parla anche al personale non dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale che ha comunque partecipato alla gestione dell’emergenza covid 19”.