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Presepe “futuristico” Castelli, racconta sfide del Papa. Tercas lo difende dopo polemiche scatenate sui social

Pescara. Diventa un caso il presepe “futuristico” inaugurato venerdì scorso in piazza San Pietro e donato dalla località abruzzese di Castelli – patria delle ceramiche – e dalla diocesi di Atri-Teramo. La rappresentazione della natività, nell’opera abruzzese, è sì legata alla tradizione, ma si apre anche alla società moderna, con i personaggi che interrogano la storia e richiamano alla memoria la conquista della Luna (tra i personaggi c’è anche un astronauta), il Concilio Vaticano II e l’abolizione della pena di morte. La polemica corre sul web: da un lato chi definisce il presepe “brutto” e “offensivo”, dall’altro chi ne esalta le peculiarità e il valore. Tra i protagonisti anche Vittorio Sgarbi, che ha duramente criticato l’opera.

“Credo che questo Presepe”, afferma il presidente della Fondazione Tercas, Tiziana Di Sante, “rappresenti la sfida che Papa Francesco sta lanciando da tempo ai nostri giovani: costruite il vostro futuro, costruite il mondo che volete, cambiate quanto va cambiato, preservando solo, oltre gli orpelli del superfluo, l’essenza più vera della vita: l’amore che ci salva. Oltre il giudizio del brutto o del bello, che come è noto è negli occhi di chi guarda, ed è frutto del percorso formativo e della sensibilità artistica di ognuno, credo si debba riflettere sul significato che questo Presepe tanto innovativo ha, in questo momento della storia”.

“Chi conosce la ceramica Castellana”, aggiunge, “sa bene che non sarebbe stato difficile creare un’opera molto più classica, comprensibile, nel segno di una prestigiosa tradizione. Ma ormai molti anni fa un noto, affermato maestro ceramista, Serafino Mattucci, dedito all’insegnamento come pochi sanno esserlo, decise di lanciare una sfida ai suoi colleghi ed ai suoi alunni: reinterpretare tecniche e saperi antichi in una originale rappresentazione della Natività. Da questo percorso condiviso, faticoso ed impegnativo, dalla ricerca di un nuovo concetto di bellezza, nasce questo Presepe”.