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Processo discarica dei veleni, il comune di Bussi chiede 420 milioni di risarcimento danni

Chieti. Sono 420 i milioni di euro chiesti come risarcimento danni dal Comune di Bussi, in concorso con il Ministero dell’ambiente: in particolare 300 milioni per il danno ambientale, 100 milioni per il danno patrimoniale e 20 milioni per quello morale. Lo hanno chiarito i legali del comune al termine dell’udienza in Assise a Chieti. E’ questa la richiesta più forte della seconda udienza dedicate alle 27 parti civili; a questi si aggiungono 50 milioni di euro la richiesta dell’Aca, 41 milioni la richiesta di risarcimento dell’Ato; 100.000 ciascuno hanno chiesto Wwf e Legambiente onlus; una provvisionale di 100.000 euro il Comune di Tocco da Casauria che per i danni ambientali e di immagine si è rimesso in via equitativa alla Corte. Duecentomila euro ciascuna per danni non patrimoniali hanno chiesto le abussissociazioni Eco Istituto Abruzzo, Mila Donnambiente, Marevivo e Italia Nostra, 250.000 euro l’associazione Codici Abruzzo, e 900.000 euro le uniche due parti civili private ovvero i proprietari di un’abitazione che si trova a ridosso della discarica Tremonti. La Solvay, costituita parte civile con tre società, ha chiesto la condanna degli imputati, e al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, rimettendosi per la quantificazione al giudizio civile. In aula i sindaci dei Comuni compresi nel territorio coinvolto indossano la fascia tricolore. Come quella del 10 ottobre l’udienza è dedicata agli interventi delle 27 parti civili. Intervengono i legali di enti locali, associazioni e della Solvay. In aula anche il governatore Luciano D’Alfonso.