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Processo mega discarica di Bussi, atti trasmessi all’Aquila per il secondo grado di giudizio

Bussi. Annullamento della sentenza di assoluzione relativamente al reato di avvelenamento delle acque con rinvio degli atti alla Corte d’Assise di Chieti, che, in diversa composizione, dovra’ nuovamente pronunciarsi, e rinvio alla Corte d’assise d’appello dell’Aquila per quanto riguarda il reato di disastro ambientale, che in primo grado era stato derubricato da doloso in colposo, facendo scattare la prescrizione. Sono le richieste avanzate ieri dal procuratore generale della prima sezione della Corte di Cassazione riguardante la mega discarica di rifiuti tossici, rinvenuta nel marzo 2007, a Bussi sul Tirino (Pescara). ll processo in primo grado davanti alla Cortebussi_sequestro_discarica d’Assise di Chieti si era concluso con l’assoluzione “perche’ il fatto non sussiste” di tutti gli imputati (tutti ex dirigenti e tecnici in vario modo legati a Montedison), e la derubricazione del reato di disastro doloso, cioe’ volontario, in colposo. Derubricazione che aveva comportato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Presenti, tra gli altri, a Roma, gli avvocati delle parti civili, cioe’ Tommaso Navarra per il Wwf e altre associazioni, Ernesto Torino Rodriguez per la Provincia di Pescara, Ugo Perolino per il Comune di Pescara, Vittorio Supino per il Comune di Chieti, Arcangelo Finocchi per il Comune di Bussi, Giulio Di Berardino per i Comuni di Popoli (Pescara) e Spoltore (Pescara), Lino Sciambra per i Comuni di Alanno (Pescara) e Castiglione a Casauria (Pescara). Per l’Avvocatura dello Stato era presente l’avvocato Cristina Gerardis. Tra i difensori degli imputati hanno preso la parola l’avvocato Paola Severino, ex ministro della Gistizia, e il prof. Tullio Padovani. Nello specifico, il procuratore generale ha parlato per un’ora e ha chiesto l’accoglimento del ricorso dei pm per quanto riguarda il reato di avvelenamento delle acque e, quindi, l’annullamento della sentenza di assoluzione con rinvio degli atti alla Corte d’Assise di Chieti, con richiesta di pronunciamento, in diversa composizione, sul punto di diritto. Per quanto riguarda il disastro ambientate colposo il pg ha chiesto la conversione in Appello sia del ricorso dei pm e sia di quello degli imputati. La decisione della Cassazione è arrivata ieri in serata: conversione dei ricorsi in appello, e trasmissione degli atti alla corte d’assise d’appello dell’Aquila. E’ questa la decisione presa della prima sezione penale della Cassazione, nell’ambito del processo sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. Il processo, dunque, che vede imputate 19 persone – ex dirigenti e tecnici legati a Montedison – ripendera’ davanti ai giudici dell’Aquila, che dovranno esaminare i ricorsi presentati in Cassazione contro la sentenza emessa il 19 dicembre 2014 dalla Corte di Assise di Chieti. Contro questa sentenza avevano presentato ricorso alla suprema corte i pm di Pescara, le parti civili (Presidenza del Consiglio, ministero dell’Ambiente, regione Abruzzo e Commissario delegato per il bacino Aterno-Pescara) e la maggior parte degli imputati. Il processo che si era svolto in corte di assise a Chieti e’ stato anche oggetto di un fascicolo aperto al Csm e di un procedimento a Campobasso, dopo le notizie, pubblicate dagli organi di stampa, di una presunta mancanza di serenita’ denunciata da alcuni dei giudici popolari.