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Prodi: ‘Non c’è una politica europea, si vive alla giornata ed è difficilissimo fare previsioni’

Pescara. “E’ un periodo drammatico. Non si sa bene come andrà a finire, le ultime settimane sono state piene di sorprese perché prima una chiusura completa, poi questo improvviso cambiamento tedesco, oggi di nuovo una Germania ritornata prudente. Questo vuol dire che non c’è una politica europea, si vive alla giornata ed è difficilissimo fare previsioni”. prodi d'alfonso-1Lo ha detto a Pescara Romano Prodi, a margine di un incontro in Comune, rispondendo ad una domanda dei giornalisti riguardante l’Europa e il momento di difficoltà. “In questo c’è, però, un aspetto economico non dico buono, ma in miglioramento” ha proseguito Prodi “finalmente l’abbassamento del prezzo del petrolio, la svalutazione dell’euro hanno dato un pò di respiro. Andrà avanti? Io spero di sì, anche se le difficoltà del mercato cinese sono un grande punto interrogativo perché fino a pochi anni fa il problema della Cina non esisteva, mentre ora è importante quanto gli Stati Uniti, quasi”. Prodi ha poi aggiunto che “adesso anche la Cina ha problemi, quindi l’Europa si deve salvare da sola”. “Non parlo, come dico sempre bisogna non disturbare il conducente” rispondendo alla domanda se il Pd si trovi in un momento di difficoltà. Prodi, dopo la visita a Palazzo di Città, ha partecipato con il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, al convegno ‘Le sfide dell’Europa’, organizzato all’Aurum di Pescara.”Qui bisogna veramente ripensare alla base a una politica meridionale. Negli ultimi anni non ci si è pensato più” parlando della situazione del Mezzogiorno. Prodi ha evidenziato di aver “sollevato il problema anche prima del rapporto Svimez perché i dati che sono arrivati negli ultimi anni sono molto brutti: un abbandono del Mezzogiorno e un aumento delle distanze fra Nord e Sud; nella crisi il Nord è andato dietro un pò, il Mezzogiorno è andato dietro molto”. “Non è che si possa dire facciamo un’opera, un’infrastruttura e il Mezzogiorno cambia” ha aggiunto l’ex premier “Nel Mezzogiorno occorrono le infrastrutture, la politica industriale, l’intervento del governo. Occorre la cassa depositi e prestiti, una politica di incentivazione degli investimenti stranieri. Occorre soprattutto fare perno sulle città che si stanno muovendo, Bari, Pescara stessa, Napoli, e cercare di mobilitare delle risorse umane che comincino ad attrarre degli investimenti dall’estero, altrimenti non ce la facciamo. L’idea che il Mezzogiorno possa svilupparsi senza una crescita industriale” ha proseguito Prodi “è un’idea folle. Anche il turismo è importante, eccetera eccetera, ma abbiamo bisogno di un movimento industriale e non lo si porta avanti senza una politica attiva da parte del governo in coordinamento con l’Unione europea. Mentre la parte ricca e povera della Germania si sono avvicinate, mentre i nuovi Paesi più poveri arrivati si sono avvicinati a quelli ricchi, in Italia, dobbiamo dire con tristezza” ha concluso “nel Mezzogiorno Nord e Sud si sono allontanati”. “Sono stato delusissimo per tutta la politica economica di questi anni perché non hanno capito che bisognava aiutare la ripresa, come hanno fatto gli americani e i cinesi, ed hanno accumulato questo grande surplus della bilancia dei pagamenti invece di investire. Quindi non sono stato contento della politica tedesca. Recentemente indubbiamente il colpo improvviso della Merkel mi ha stupito favorevolmente” cosi l’ex premier Romano Prodi rispondendo alla domanda dei cronisti se la politica tedesca lo abbia deluso. “Adesso” ha proseguito “questa specie di marcia indietro degli ultimi giorni. Da un lato la capisco, anche perché l’ ondata di migranti era inarrestabile, dall’altro, però “ha concluso “è una marcia indietro”.