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Profughi africani sbarcano sulla costa abruzzese, erano nascosti in una nave

Ortona. I profughi africani sbarcano per la prima volta sulle coste abruzzesi, l’emergenza profughi sembra dunque coinvolgere anche l’Abruzzo. Sono cinque, tre ghanesi e due ivoriani, i clandestini approdati al porto di Ortona.  I cinque sono arrivati a bordo del posatubi Crawler, un convoglio dell’azienda ortonese Micoperi, dove si erano nascosti per affrontare il viaggioLibia, emergenza profughi al confine con la Tunisia della speranza risalendo l’Adriatico. Nessuno del personale a bordo si era accorto della loro presenza, fino a quando il motore della chiatta non è andato in avaria. Affamati, assetati e sfiniti da un viaggio affrontato da rifugiati negli angoli più disparati del convoglio, una volta notati sull’imbarcazione, i cinque africani sono stati presi in consegna dall’equipaggio della Crawler che, nel frattempo, veniva trainato dal rimorchiatore Buccaneer. Ai tre ghanesi e ai due ivoriani è stata assegnata una cabina dove poter riposare, rifocillarsi e tranquillizzarsi dopo i difficili giorni trascorsi, in attesa di attraccare sulla costa ortonese. Il personale di bordo ha allertato la Capitaneria di porto di Ortona facendo scattare il protocollo previsto in questi casi. Sono stati, così, avvisati immediatamente i carabinieri e la prefettura; e ieri non si aspettava altro che l’arrivo della Crawler, per dare definitivamente il via al piano di accoglienza. Mentre il rimorchiatore Buccaneer è attraccato allo scalo marittimo, il convoglio durante la giornata è rimasto fermo alla fonda con a bordo i migranti. La procedura ha previsto l’intervento della sanità marittima, chiamata a verificare le condizioni di salute dei profughi e l’eventuale traccia di malattie infettive. Ipotesi fortunatamente scongiurata, in quanto le condizioni dei cinque profughi non desterebbero preoccupazioni. A quel punto, i clandestini sono stati accompagnati in porto, dove sono stati prelevati dalla polizia di frontiera, ruolo che ad Ortona è svolto dai carabinieri, i quali hanno proceduto alla loro identificazione. Successivamente sono stati affidati alla prefettura di Chieti, chiamata a curare tutte le pratiche per la loro accoglienza e per il riconoscimento di asilo politico, esattamente come i cinque africani avevano richiesto. Qui rimarranno momentaneamente ospiti di un centro di prima accoglienza individuato nel Comune di Schiavi d’Abruzzo.