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Pronto soccorso affollato e rischio contagi, arrivano i carabinieri. Medici scrivono alla Asl: “manca sicurezza”

Restano intanto chiusi i Ppi di Tagliacozzo e Pescina che smaltivano 14mila pazienti all'anno. Troppi pazienti in attesa di tamponi prima del ricovero

Avezzano. Pronto soccorso affollato  a causa di troppe persone in attesa. Una situazione che rischia  di provocare contagi per assembramenti all’interno. Una situazione che ha portato all’arrivo dei carabinieri che hanno dovuto  decongestionare i locali. Troppi infatti sarebbero i pazienti in attesa di ricovero. La struttura di Avezzano, finita la prima fase di emergenza covid, ora  scoppia di nuovo di pazienti. Tutto ciò mentre  i punti di primo intervento di Tagliacozzo e Pescina (che smaltivano 14mila casi annui) restano chiusi.

Un problema riguarda la necessità di essere sottoposti a tampone e i tempi lunghi per avere l’esito, rendono i 10 posti letto attivati ad hoc  insufficienti rispetto alla domanda.  Il Pronto soccorso esegue tra i 15 e i 25 ricoveri al giorno. Una volta saturata la quota di posti disponibili nella “zona grigia”, il surplus di pazienti anche con patologie gravi si riversa nel pronto soccorso, ovviamente senza distanziamento, generando pericolosi assembramenti, con inevitabili rischi per pazienti e sanitari. Tanto che è stato necessario l’arrivo dei militari dell’Arma che hanno dovuto risolvere la fastidiosa questione in più di una occasione.

I medici del pronto soccorso, per tale motivo, sono tornati a scrivere e stavolta lo fanno indirizzando la lettera al manager Asl Roberto Testa e al Direttore Sanitario Maria Simonetta Santini. La nota è stata ancora affidata agli avvocati Renzo Lancia e Salvatore Braghini, e comincia con l’evidenziare che le precedenti note indirizzate al Direttore Sanitario P Lora Cipollone, “sembrano aver avuto un effetto contrario rispetto ai problemi evidenziati”. Ciò anche alla luce della decisione di quest’ultima di tenere fuori nell’ultima riunione con tutti i responsabili delle unità operative dell’Ospedale proprio il responsabile del Pronto Soccorso. Un gesto grave – commentano i sanitari – che alimenta un atteggiamento di ostilità, incompatibile con le più elementari regole di correttezza.

La problematica trae origine dalle direttive del Comitato Regionale per l’Emergenza, secondo cui, per il contrasto al covid-19, ogni ricovero deve essere effettuato dopo l’esecuzione del tampone ed il recepimento del relativo esito, talché, nei  2/3 giorni ancora necessari per ottenere l’esito, i 10 posti-letto attivati presso l’ex Chirurgia vascolare per i pazienti in attesa di tampone risultano essere del tutto insufficienti rispetto alla media dei ricoveri nell’ospedale di Avezzano.

“Una volta saturata la quota di posti disponibili nella   “zona grigia”, il surplus di richieste si riversa tutto sul Pronto Soccorso, generando pericolosi assembramenti, con inevitabili rischi per la salute di pazienti e operatori sanitari. La situazione”, continuano i legali, “è ormai ingestibile, visto che il caos è quotidiano, tanto da essersi reso necessario più di una volta l’intervento dei Carabinieri per disperdere e non consentire l’assembramento da parte dei pazienti in attesa di ricovero.

Le gravi criticità che si stanno verificando in questi giorni dimostrano, a giudizio dei medici, l’inefficacia delle misure predisposte dalla Direzione Ospedaliera, in quanto (queste si purtroppo) rischiano di compromettere la sicurezza dei pazienti e di tutti gli operatori sanitari. Dunque”, spiegano i legali, “ancora una volta i medici del Pronto Soccorso chiedono di essere posti in condizione di garantire agli utenti la migliore assistenza e di poter lavorare in sicurezza mediante l’adozione di un protocollo condiviso da tutti, che tenga conto delle peculiarità e delle esigenze della loro unità operativa, e nel concreto, “che venga dato immediato seguito all’attivazione di una unità di degenza dedicata ai nuovi ricoveri e che si trovi adeguata soluzione al coordinamento tra le diverse Unità operative”. Intanto sul caso di Tagliacozzo e Pescina il comitato per la difesa dei piccoli ospedali  ha inviato una lettera al Prefetto per chiedere un intervento di riapertura delle due strutture.