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Prorogata per 6 mesi la chiusura del punto nascita. A decidere sarà una conferenza di servizi

Sulmona. Rinviata a data da destinarsi la chiusura del punto nascita di Sulmona, prevista per il 30 giugno sarà momentaneamente sospesa. Appesa ad un filo per altri 6 mesi, ovvero 180 giorni durante i quali le risposte dovranno arrivare  da una apposita Conferenza dei Servizi chiamata a mettere la parola fine sul caso. E’ quanto emerso dalla trasferta di D’Alfonso e dei suoi assessori in occasione della Giunta tematica che si è svolta all’Abbazia Celestiniana di Sulmona. Con una apposita delibera il governo regionale ha riconosciuto il territorio di Sulmona e della Valle Peligna “area di confine”, vista la sua “particolarità geografica”. La giunta ha dato così mandato, ad una Conferenza dei Servizi interdipartimentale, di studiare il territorio e trovare delle soluzioni per il progresso sociale, economico e territoriale e che “dovrà valutare una serie di servizi alla persona in ragione della nuova configurazione amministrativa che la Giunta regionale ha conferito alla Valle Peligna”. ostetricia“Questa delibera”, ha spiegato invece l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, “ci permette di aprire un confronto a tutto campo sull’offerta sanitaria e socio-sanitaria e proprio facendo leva su questa specificità abbiamo individuato il presidio ospedaliero sulmonese come Polo ortopedico in ragione anche delle potenzialità di sviluppo legate al turismo invernale nell’area peligno-sangrina che conta un accesso di 780 mila turisti l’anno. Inoltre, sempre in quest’area, abbiamo voluto individuare come tema significativo la solitudine degli anziani del futuro”. La Giunta tematica all’Abbazia celestiniana ha visto la presenza anche del sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, che ha annunciato la presentazione del ricorso al Tar con richiesta di sospensiva contro il decreto che stabilisce la chiusura del Punto nascita. Il sindaco ha anche avuto parole di soddisfazione verso il governo regionale per gli impegni assunti come gli 82 milioni di euro a favore del Centro Abruzzo, inseriti nella delibera e altri come il rispetto dei parametri di sicurezza imposti dall’Agenas che comportano forti investimenti da parte della Asl per il punto nascita e che ne fanno slittare la chiusura. Alla Giunta ha preso parte anche il vescovo di Sulmona, Angelo Spina, che ha fatto una disamina economica e sociale della Valle Peligna, mettendo in guardia la Giunta “dal pericolo desertificazione umana che rischia di correre il Centro Abruzzo in ragione del peggioramento della qualità della vita”. Contesta il lavoro della giunta regionale l’ex presidente del Consiglio regionale e presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano:  “D’Alfonso, è ormai noto, è abile nel fare figli e figliastri, delibera che l’area peligna diventerà presto “particolarità geografica” in stile lombardo mentre, altre zone strategiche della nostra regione, come l’Area vestina, la Val Sinello o la Val Vibrata rimangono orfani di madre e padre. Ma cosa propone di concreto la delibera approvata oggi a Sulmona? Nulla. La verità è che il presidente cerca di confondere i cittadini e nascondere i tagli alla sanità peligna, il taglio dei fondi Fas destinati per l’area industriale attraverso i contratti di Sviluppo e celare l’assenza di investimenti sul territorio, sia nel settore turistico che culturale. Ad esempio, l’ammodernamento del tratto ferroviario Sulmona-Castel di Sangro-Roccaraso, per fini turistici, è rimasto soltanto una passeggiata romantica svolta dal suo esecutivo a inizio legislatura”.