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Protesta all’ospedale di Avezzano: “battaglia in difesa di tutti i lavoratori, inaccettabile silenzio della Verì”

Fedele (M5S): "pronto accesso agli atti per sapere se ci sono provvedimenti disciplinari in atto"

Avezzano. “Chi denuncia e non si gira dall’altra parte va tutelato. È un principio sacrosanto che ho voluto ribadire anche questa mattina partecipando in prima persona alla manifestazione indetta dal sindacato Cgil in difesa di tutti i lavoratori della Asl 1, che sono stati oggetto di intimidazioni da parte dell’Azienda sanitaria”. È il commento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Fedele, che questa mattina è sceso in campo davanti all’ospedale di Avezzano al fianco dei sanitari e associazioni impegnati nell’emergenza covid.
Un appello disperato di sindaci, sindacati, associazioni e sanitari, come raccontato da MarsicaLive, contro una situazione che viene definita di caos totale. Un coro di proteste contro la Regione Abruzzo e contro il manager Roberto Testa accusato nel corso dei numerosi interventi, soprattutto di associazioni e sindaci, di non aver saputo gestire la situazione. La richiesta è quella di sostituzione appena l’emergenza sarà cessata.
“Sto preparando anche un accesso agli atti per vedere se qualche dipendente ha subito provvedimenti disciplinari per aver svolto solo il suo dovere, in difesa dei pazienti e dei colleghi”, sottolinea il pentastellato marsicano al margine della manifestazione, “se la cosa fosse confermata mi aspetto finalmente un intervento reale e risolutivo da parte dell’Assessore alla sanità che fino ad ora rimane clamorosamente in silenzio”.

“Sin dai primi passi che ha fatto la direzione Asl 1 verso le minacce, più o meno velate, ai suoi dipendenti, ho immediatamente denunciato pubblicamente la questione”, continua Fedele, “ho pubblicamente chiesto anche un intervento concreto dell’Assessore alla sanità Nicoletta Verì, che però di tutta risposta continua a celarsi dietro un assordante silenzio. Ma l’Assessore deve intervenire, avrebbe dovuto farlo anche quando la stessa direzione Asl ha provato a zittire i giornali locali, cercando di non far più pubblicare notizie sull’incapacità che ha contraddistinto la gestione dell’emergenza, ma dovrebbe farlo ancora di più adesso che nel mirino ci sono finiti i dipendenti della sanità che lei ha il dovere di tutelare. Se non riesce a gestire i dirigenti da lei nominati, è il momento che vada a casa e porti con sé tutti coloro che ha messo probabilmente nel posto sbagliato”.

“Se un sistema già ridotto all’osso ha retto questa emergenza sanitaria”, incalza Fedele, “è proprio grazie all’abnegazione e alla professionalità di medici, infermieri e Oss che sono riusciti a colmare una gestione priva di visione, una programmazione inesistente e ora si trovano a dover sopportare anche l’arroganza di chi, al caldo di un ufficio in direzione, pretende che non solo si subiscano le conseguenze di questa pessima gestione ma che lo si faccia anche in silenzio. Qualcuno dovrebbe ricordarsi che i tempi dell’oscurantismo sono ben lontani, fortunatamente, è che non saranno certo le minacce a risolvere la situazione.  Questa emergenza finirà”, conclude, “arriverà il momento dei bilanci e chi si sta macchiano di atti squalificanti dovrà rispondere in ogni sede”.