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Psr: i fondi europei tardano ad arrivare. L’onorevole Piccone attacca D’Alfonso

Avezzano. “Molte aziende agricole aspettavano notizie positive dall’Unione Europea sul Psr redatto da questa amministrazione regionale targata D’Alfonso-Pepe, ed invece dovranno attendere molto più tempo del previsto in quanto Bruxelles lo ha ritenuto non chiaro e poco ambizioso”. Lo afferma il parlamentare abruzzese del Ncd- Area Popolare, Filippo Piccone. “Mentre per altre regioni d’Italia i Psr sono stati approvati e quindi partiranno immediatamente i bandi”, aggiunge Piccone, “per quello dell’Abruzzo giungono, da Bruxelles, notizie preoccupanti sul Psr 2014/2020 in quanto saranno richiesti chiarimenti sui principali obiettivi fissati dalla Commissione su Europa 2020 in linea con l’accordo di partenariato per l’Italia. Addirittura”, prosegue il parlamentare Ncd-Ap,  “sarebbero 465 i punti deboli rilevati da Bruxelles perché poco chiari o non rispettosi delle linee guida. E’ preoccupante che tutto il settore dell’agricoltura che aspettava con ansia l’approvazione del Psr per un totale di Filippo-Piccone-e-Massimo-Verrecchia435milioni di euro debba aspettare ancora altro tempo per delle vistose mancanze da parte della Regione Abruzzo soprattutto per gli aspetti inerenti gli interventi agro-ambientali associati alla biodiversità, per le azioni nel settore forestale, oltre che per gli incentivi destinati alla diversificazione delle attività economiche non agricole nelle zone rurali. Inoltre sembra insufficiente all’interno del Psr anche il risparmio idrico in quanto non è chiaro come s’intende garantire l’aumento della superfice irrigata per ridurre il consumo di acqua. Altro aspetto stravagante – fa rilevare Piccone – è il concetto  delle distanze relative ai mercati locali certificati a filiera corta dove per l’Unione europea   il raggio di 300 km stabilito dalla Regione è una distanza poco ragionevole. Considerando che l’assessore regionale all’agricoltura continua ad illustrare il Psr 2014-2020 nei vari comuni ci chiediamo se dovrà tornare negli stessi per giustificare i 465 punti deboli evidenziati da Bruxelles.  E’ paradossale infine che proprio ieri il Presidente D’Alfonso trascorrendo tutta la giornata a Bruxelles non abbia pensato di informarsi in merito allo stato d’arte del Psr Abruzzo, per questo gli consigliamo di mettere al Psr 2014-2020 un po’ più di pepe”, conclude Piccone.