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Quaresimale rientra nella Lega, Marcozzi (M5S): dimissioni più brevi della storia d’Abruzzo, centrodestra blocca la Regione

"In mezzo a questo teatrino ci sono i diritti e le priorità degli abruzzesi"

L’Aquila. “La giravolta di Quaresimale, capogruppo della Lega in Regione Abruzzo, che la domenica pomeriggio dichiara di lasciare il partito per ‘non sottostare più a decisioni terze’, per poi rientrarci il martedì sera perché ‘Non esiste più alcuna ragione per abbandonare il partito né tantomeno il ruolo di capogruppo’ è solamente l’ultimo dei tanti capolavori che questa maggioranza sta mettendo in pubblica piazza dall’inizio della legislatura”. Commenta così Sara Marcozzi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Abruzzo, il dietrofront di Pietro Quaresimale, capogruppo della Lega all’Emiciclo che qualche giorno fa aveva dichiarato di voler lasciare il carroccio e approdare nel gruppo misto. Qualche ora fa lo stesso capogruppo ha poi spiegato che “la fiducia nei confronti della Lega, del commissario regionale Luigi D’Eramo e del segretario federale Matteo Salvini non è mai venuta meno. Pertanto ho deciso, all’esito del positivo confronto con i vertici regionali, di restare nel partito, convintamente”.

“E, a onor del vero, non ho dubitato nemmeno un minuto che, alla fine, tutto si sarebbe esaurito col mesto ritorno di Quaresimale nella Lega”, sottolinea la 5 stelle regionale, “perché nel primo anno di maggioranza a trazione leghista abbiamo visto tutto e il contrario di tutto, con l’incoerenza come unica forma di coerenza”.

“Da grandi promesse sulla difesa dei soldi degli abruzzesi, siamo passati all’aumento di 40mila euro l’anno circa ai dirigenti della Asl”, incalza la Marcozzi, “prima ancora che iniziassero a lavorare e a portare risultati. Abbiamo visto nomine da un milione di euro sbagliate, in violazione del Regolamento interno, prima difese con forza e poi ritirate in fretta e furia. Abbiamo visto leggi approvate dalla maggioranza scritte talmente male da essere dichiarate inammissibili dallo Stato. Hanno gridato ‘Prima gli abruzzesi’ mentre ci obbligavano a perdere tempo per un referendum sulla legge elettorale nazionale imposto da Roma (o da Pontida). Hanno scritto un bilancio illeggibile e invotabile, presentandolo prima in un modo per poi cambiarselo a piacimento, aggiungendo leggi scritte a penna”.

“In confronto a tutto questo”, precisa la pentastellata, “le dimissioni più brevi della storia dell’Abruzzo, firmate e ritirate dal capogruppo del partito di maggioranza relativa in Regione, non sono niente di diverso da ciò che abbiamo visto finora e che il centrodestra continuerà a farci vedere. Peccato che in mezzo a questo teatrino non ci sia solo qualche post su Facebook o un bisticcio da riunione di condominio, ma i diritti e le priorità degli abruzzesi. E se il centrodestra non ha idea nemmeno di come si faccia a gestire il presente”, conclude Sara Marcozzi, “non potrà mai essere in grado di riscrivere la storia della nostra Regione”.