The news is by your side.
Consorzio Vini D’Abruzzo 3

Quasi distrutto lo stadio del mare, vittima delle mareggiate dei giorni scorsi

Pescara. Le recenti mareggiate hanno quasi completamente distrutto lo Stadio del Mare di Pescara. A darne notizia il vice sindaco del capoluogo adriatico, Enzo Del Vecchio. L’area attrezzata, che si trova dietro la Nave di Cascella e che era costata 200mila euro, ha subito “gravissimi danni”. Il mare si e’ portato via sia le mattonelle che componevano la piattaforma di blocchetti di cemento, sia l’impiantistica elettricstadio_pallozzi_phgca: i cavi sono stati portati alla luce e le colonnine e i quadri elettrici completamente distrutti dalla forza del mare. “Un danno – sostiene Del Vecchio – di cui si poteva fare a meno se all’epoca fosse stato utilizzato buonsenso, evitando di impattare il luogo con opere che potevano essere esposte a tale rischio e che oggi sono un cumulo economico di danni in una citta’ che necessita’ di interventi di manutenzione ovunque” . Il vice sindaco, inoltre, assicura che l’amministrazione sta provvedendo “ad eliminare i pericoli rappresentati da quel che resta dello Stadio del Mare” e che “l’area avra’ comunque e presto la sua occasione di rinascita, diventando uno dei luoghi dove si svolgeranno gli eventi dei Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia. Sara’ una rinascita sostenibile, con materiali non impattanti, capaci di prevenire anche i rischi a cui abbiamo dovuto fare fronte per via del maltempo”. Gli operai sono al lavoro non solo allo Stadio del Mare ma anche per ripulire le strade della riviera dove si e’ riversato ancora una volta un grande quantitativo di sabbia mosso dal vento delle recenti giornate di maltempo, anche dentro la nave di Cascella, in Largo Mediterraneo. “Una riflessione, infine, sicuramente si pone anche su come riuscire a tutelare la Nave di Cascella dall’invasione di sabbia a cui ad ogni ondata di vento e’ esposta. Al momento si sta provvedendo a svuotarla dalla sabbia che l’ha paralizzata mandando in tilt il suo funzionamento. Sara’ necessario pensare al futuro e trovare con la citta’ una soluzione per proteggere Largo Mediterraneo dalla sovraesposizione a cui e’ sottoposto e a cui, di conseguenza, e’ sottoposto il monumento e uno snodo strategico della riviera”.