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Quattro nibbi reali avvistati tra la Val Pescara e Chieti destano l’attenzione degli ornitologi

Esemplari di passaggio oppure areale in ampliamento?

Pescara. Un importante avvistamento domenica nei cieli tra Alanno e Chieti: quattro nibbi reali hanno catturato l’attenzione di diversi cittadini volteggiando a lungo nella Val Pescara tra il capoluogo teatino e i centri della vallata. Nicoletta Astrologo, docente di scuola primaria ad Alanno scalo, ha accertato grazie a una collega biologa che fossero davvero nibbi, ha documentato l’avvistamento con una foto e un breve filmato (entrambi allegati al presente comunicato) e lo ha segnalato al WWF Chieti-Pescara. Altri hanno telefonato, incerti sulla identificazione.

Il Milvus milvus (questo il nome scientifico), infatti, normalmente non si vede da queste parti; il grosso rapace, con una apertura alare sino a 150 (maschi) o 160 cm (femmine) è ricomparso in Abruzzo come nidificante soltanto all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso nelle aree a confine con il Molise e successivamente ha iniziato a espandersi vero nord sino al bacino del Sangro Aventino e ai versanti nord-orientali della Majella. Il suo principale areale attuale, oltre a una minima popolazione nell’Aquilano, è tuttora rappresentato dal sud della provincia di Chieti, dove viene regolarmente avvistato e dove è presente sia con individui stanziali, che restano tutto l’anno nel territorio e vi nidificano, sia con individui che migrano in inverno dal Nord Europa.

L’avvistamento, per ora limitato alla giornate di sabato e domenica scorsi, potrebbe riguardare appunto individui in fase di spostamento, ma c’è anche la tenue speranza di un primo tentativo di allargamento dell’habitat. Questa seconda ipotesi potrebbe essere estremamente importante per una specie a rischio. Il Nibbio reale è stato inserito nel 2008 nella Lista Rossa IUCN con lo status di “Near Threatened”, ossia come specie “prossima alla minaccia di estinzione”, ed è addirittura “Endangered”, in pericolo di estinzione, nella Lista Rossa italiana, in considerazione della sua rarità e della sua forte vulnerabilità nel nostro Paese. L’ipotesi di un ampliamento dell’areale di diffusione non è al momento corredata da dati sufficienti, ma sognare che anche da queste parti si possano in un prossimo futuro ammirare con frequenza nibbi reali in volo è certamente possibile.