The news is by your side.

Raffica di multe ad Avezzano, incriminato semaforo della discordia. Il Codacons: non escludiamo class action

 

Tra i vari argomenti che tengono banco in questi giorni ad Avezzano c’è quello del semaforo all’incrocio tra via XX Settembre e via dei Fiori, vero incubo per gli automobilisti che transitano nel capoluogo marsicano.

T-Red, questo il nome del discusso strumento di gestione del traffico, si è reso protagonista in negativo di una serie infinita di multe, tali da guadagnarsi le luci della ribalta cittadina. Sono, infatti, circa 150 le sanzioni pecuniarie che vengono quotidianamente erogate e, proprio a causa di un’episodicità così esponenziale e reiterata nel tempo, sorge più di qualche dubbio circa il corretto funzionamento dello strumento incriminato.

Basti pensare che solo a dicembre sono state riscontrate più di 4.000 infrazioni, alcune già notificate, altre in arrivo.

Possibile, quindi, che tutti gli automobilisti che si trovano a transitare in quel tratto di strada siano così disattenti? Possibile che questo numero – francamente eccessivo – di infrazioni si abbia solo in quel preciso incrocio? Possibile che solo in quel fazzoletto di strada si scateni l’incapacità dei cittadini alla guida? La risposta sembra ben evidente a tutti.

Il fenomeno, non potrebbe essere definito altrimenti, si è particolarmente accentuato negli ultimi venti giorni. In questo periodo numerosi automobilisti hanno ricevuto multe per il superamento della striscia bianca presente sull’asfalto, ricevendo un’ammenda di 42 euro. A questa irregolarità se ne aggiunge una seconda, quella derivante dal passare con il rosso. Infrazione da 167 euro. Le due, però, sono strettamente connesse poiché il grosso delle “multe della discordia” si ha a causa dell’aver oltrepassato la striscia bianca, rispettando, quindi, il semaforo rosso. Come se non bastasse, oltre la sanzione pecuniaria, per i trasgressori scatta anche il taglio dei punti sulla patente: 2 per chi supera la striscia bianca e 6 per chi passa con il semaforo rosso.

Quanto sopra riportato è più che sufficiente per il Codacons a scendere in campo a tutela della cittadinanza colpita da tali provvedimenti. “Quotidianamente riceviamo segnalazioni, lamentele e proteste dai cittadini che hanno avuto la sfortuna di transitare in quel tratto di strada”, dichiara il responsabile territoriale Codacons, l’ avvocato Tiziano Tarquini, “e, dopo aver analizzato la situazione oggetto di discordia, e aver compiuto tutte le valutazioni del caso, abbiamo deciso di esperire ogni azione possibile dei confronti dell’Ente comunale a causa della molteplicità di multe erogate”.

L’associazione nazionale, rappresentativa dei diritti e degli interessi giuridicamente e pubblicamente rilevanti per la comunità, nelle persone dei responsabili, gli avvocati Tiziano Tarquini e Federica Foglietti, provvederà a presentare apposita istanza di accesso agli atti presso il Comune di Avezzano. Il fine è quello di vagliare la regolarità dell’iter amministrativo dell’occhio elettronico e valutare, quindi, ogni azione esperibile finalizzata alla tutela degli utenti, sui quali sembra esserci un accanimento ingiustificato e assolutamente evitabile. Aspetto, quest’ultimo, che non può essere ignorato.

Essendo la questione complessa e meritevole di un’attenta e minuziosa valutazione del procedimento amministrativo in esame circa la regolarità delle autorizzazioni che hanno portato l’Ente all’adozione del sistema elettronico, il Codacons ha ritenuto opportuno procedere a tutela delle migliaia di automobilisti colpiti dalle sanzioni amministrative precedentemente illustrate. Sarà altresì necessario individuare possibili irregolarità nei sistemi dei segnali di avviso, unitamente a quelli di videosorveglianza come imposti dal Garante della Privacy.

“Non è escluso, infine, che possa essere presentata formale diffida presso gli organi competenti, tra i quali l’interessamento del Prefetto oltre a non tralasciare l’ipotesi di class action. Qualora il Codacons”, conclude il responsabile territoriale Tarquini, “a seguito di un’attenta analisi, ravvisasse particolari illegittimità, analogamente a quanto accaduto a Roma con la storica vicenda degli autovelox posti lungo la via di Portonaccio, agirà a tutela dei cittadini. Il procedimento è impervio e non privo di rischi, fattori che, però, non ci scoraggiano assolutamente dal portare avanti il nostro lavoro in favore della comunità”.