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Ranieri: squadra che vince non si cambia, avanti con la Marcozzi. Ma l’Abruzzo deve cambiare mentalità

L’Aquila. Una ventata di entusiasmo si è abbattuta ieri sera sui sostenitori abruzzesi del M5S. Per la seconda volta, negli ultimi cinque anni, la candidata alla presidenza della regione è Sara Marcozzi che ha letteralmente trionfato su Marco Cipolletti con il risultato di 1032 voti contro 349.  A risultato ufficiale è stata la stessa Marcozzi a ringraziare pubblicamente i suoi sostenitori e gli elettori del movimento, definendoli parte attiva di quell’auspicato processo di cambiamento e rivoluzione necessario per “liberare l’Abruzzo dalle catene che lo hanno paralizzato per troppi anni”.

Visibilmente soddisfatta e orgogliosa dell’investitura ricevuta ha, inoltre, speso parole di apprezzamento nei confronti dei colleghi Domenico Pettiinari, Pietro Smargiassi, Riccardo Mercante e Gianluca Ranieri per le numerose sfide intraprese per consentire al movimento di elevarsi a primo partito nella regione e, quindi, poter guidare l’Abruzzo a uscire dal dopo D’Alfonso.

Proprio Ranieri ai nostri microfoni ha espresso soddisfazione per un risultato che ha “testimoniato l’ottimo lavoro svolto dalla Marcozzi negli ultimi 5 anni. Il lavoro fatto in regione è un lavoro che si è visto e la gente e ha apprezzato. Per la serie: squadra che vince non si cambia, anche se due di noi non ci saranno”. “Il primo obiettivo è dare continuità ai progetti messi in atto, a iniziare dal taglio ai costi della politica”, ha proseguito il consigliere regionale.

“L’Abruzzo vive una situazione drammatica, bisogna lavorare alacremente per riportare ordine laddove è stato generato il caos. E’ un problema di sistema, ovviamente, non di un singolo aspetto o dettaglio da curare. Ciò anche per quanto riguarda la spaccatura sempre più netta tra aree interne e zona costiera. Ogni territorio ha le proprie peculiarità, è bene che vengano sfruttate senza snaturarsi. Va cambiata la mentalità”. Federico Falcone