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Rassegna dell’Arma dei carabinieri, sulla rivista pubblicato articolo del neurochirurgo Abbate

Il neurochirurgo vive ad Avezzano e lavora all'ospedale dell'Aquila

L’Aquila. Un articolo del neurochirurgo dell’ospedale dell’Aquila, Francesco Abbate, sulla rivista “Rassegna dell’Arma dei Carabinieri”. E’ stato pubblicato nell’ultima edizione della rivista e riguarda il trattamento chirurgico dei disturbi del movimento in fase avanzata, “la Dbs”, e il legame con l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nei confronti di una patologia ad alto impatto sociale.

Il neurochirurgo che vive ad Avezzano, recentemente diventato capitano medico dei carabinieri, ha trattato la questione  Del Morbo di Parkinson, illustrando i passi avanti fatti all’ospedale dell’Aquila dove sono stati eseguiti già interventi all’avanguardia nel panorama medico scientifico. Si tratta di una malattia neurologica più frequente tra le patologie denominate ‘Disturbi del movimento” con più di 5 milioni di pazienti nel mondo e oltre un milione in Europa. Quando il trattamento farmacologico non è sufficiente, vengono proposte terapie chirurgiche avanzate. Attualmente, la procedura neurochirurgica di riferimento è la stimola-zione cerebrale profonda. Questa tipologia di trattamento avanzato richiede specialisti in grado di selezionare i pazienti con la più alta probabilità di risposta. L’Arma dei Carabinieri, da sempre sensibile alle problematiche sanitarie, ha creato un servizio di Neurochirurgia presso il Centro Polispecialistico del Comando Generale a cui collabora Abbate. La stimolazione cerebrale profonda è praticata solo in alcuni centri specializzati e consente il controllo dei sin-tomi con un miglioramento delle comuni attività perse a causa della patologia.

“La continua progressione delle conoscenze nel campo della medicina e in particolare della neurochirurgia per quanto riguarda le terapie avanzate dei disturbi del movimento”, si legge nell’articolo, “ha prodotto – in campo civile – una progressiva specializza-zione in questo settore limitata a pochi centri di neurochirurgia su tutto il territorio nazionale. L’Arma dei Carabinieri, con la sua Direzione di Sanità, ha rea-lizzato un progetto rivolto a tutti i suoi militari in servizio e congedo che con-sentirà loro di poter accedere a consulti specialistici neurochirurgici presso il Centro polispecialistico del Comando Generale. Durante la valutazione specialistica neurochirurgica verranno fornite ai pazienti indicazioni cliniche ed opzioni di trattamento per tutte le patologie neurochirurgiche comprese quelle riguardanti i disturbi del movimento. L’idea di usare la neurochirurgia per combattere la malattia di Parkinson ha una storia lunga e, nella migliore tradizione delle scoperte scientifiche, c’è di mezzo qualche colpo di fortuna. Già nei primi anni del Novecento si era cominciata a sperimentare la possibilità di intervenire chirurgicamente su alcune aree dell’encefalo, lesionandolo in alcuni punti per ottenere effetti benefici. Nel caso del Parkinson si tentarono varie strade, che gradualmente portarono a identificare come obiettivi alcune zone del cervello, i cosiddetti nuclei della base.

Queste procedure furono rapidamente abbandonate quando nel 1969 arrivò la levodopa, farmaco che riusciva a risolvere i sintomi dei pazienti con grande efficacia, e che ancora oggi rappresenta la prima linea terapeutica contro il Parkinson. Verso la metà degli anni Settanta cominciarono però a emergere i limiti della levodopa, e si tornò a pensare alla neurochirurgia per casi specifici. La tecnica era sempre quella: danneggiare con precisione determinate strutture cerebrali. Proprio durante uno di questi interventi arrivò il colpo di fortuna: il neurochirurgo francese Alim-Louis Benabid scoprì per caso che non serviva danneggiare permanentemente il punto prescelto: bastava inviare scariche elettriche di una certa frequenza per modularne l’attività. Nel luglio 1997 la Food and Drug Administration (FDA) approvò la DBS come procedura per il trattamento del tremore nelle persone con malattia di Parkinson e, nel gennaio 2002, l’approvazione è stata estesa al trattamento di tutti i sintomi motori della malattia quindi rigidità e bradicinesia. La stimolazione dei nuclei profondi o DBS (Deep Brain Stimulation) è una procedura neurochirurgica utilizzata per alleviare o trattare un ampio numero di sintomi neurologici disabilitanti della malattia di Parkinson, compresi i problemi di deambulazione. Al momento attuale tale trattamento è riservato ai pazienti affetti da sintomi non più controllabili con la terapia farmacologica (essenzialmente rappresentata dalla somministrazione di L-Dopa)”.

La «Rassegna dell’Arma dei Carabinieri» è stata istituita per aggiornare la preparazione specifica dei suoi appartenenti offrendo loro argomenti originali sull’evoluzione del pensiero militare e delle discipline giuridiche, professionali e tecnico-scientifiche che più interessano il servizio d’istituto. La collaborazione alla Rassegna dell’Arma è aperta a tutti. La Direzione riceve articoli o studi su argomenti di interesse, riservandosi il diritto di decidere la loro pubblicazione. Gli articoli di collaborazione diretta sono pubblicati sotto l’esclusiva responsabilità degli autori; le idee e le considerazioni sono personali, non hanno riferimento ad orientamenti ufficiali e non impegnano la Direzione della Rassegna. La Redazione si riserva il diritto di modificare il titolo e l’impostazione grafica degli articoli, secondo le proprie esigenze editoriali. La Rivista adotta un sistema di referaggio anonimo.

Il primo numero di questa pubblicazione vide la luce nel gennaio 1961, quale continuazione e trasformazione del Notiziario dell’Arma dei carabinieri,  edito dalla Scuola Ufficiali. Il periodico costituisce una palestra idonea a sollecitare e favorire lo sviluppo e l’aggiornamento della cultura generale e della preparazione militare e tecnico-professionale del personale dell’Arma, oggi più che mai necessari in considerazione del dinamismo che caratterizza la vita contemporanea e della continua evoluzione delle norme legislative e delle tecniche operative. Il suo contenuto, infatti, non si limita alla trattazione delle discipline professionali, ma spazia nei campi della scienza e della tecnica applicati all’attività dell’Arma.
Per la parte professionale vera e propria, abbraccia orientamenti nei vari rami del diritto, questioni importanti ed attuali della pratica del servizio, argomenti di medicina legale, di psicologia, di criminologia ed altri di carattere tecnico sull’applicazione delle scienze nella polizia giudiziaria.

Alla interessante rassegna collaborano numerosi ufficiali dei Carabinieri e di altre Armi, magistrati, docenti universitari. Ogni fascicolo contiene altresì le rubriche: “giurisprudenza” “documenti”, “informazioni” “libri e riviste” e “attività della Scuola Ufficiali”.