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Referendum elettorale, blocco in Regione. Pd: consiglio ostaggio della Lega. M5S: facciamo costruzionismo

La Lega in attesa dei voti della maggioranza, intanto il M5S li blocca e rinvia l'operazione voluta dal Carroccio

L’Aquila. Ben 13 ore di commissioni e un blocco in Regione riguardo il tema clou delle riunioni di ieri, quello del referendum elettorale richiesto da Salvini. Secondo le volontà del leader del Carroccio, infatti, l’Abruzzo dovrà essere una delle 5 regioni a portare a casa un risultato importante, ossia quello di fare da apripista all’approvazione della richiesta di Salvini. Un quesito referendario, voluto dalla Lega e appoggiato in primis dal leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, finalizzato all’affermazione del sistema maggioritario. Chi vince governa, chi perde sta all’opposizione: questa la volontà di Matteo Salvini volta ad “evitare un inciucio di poltrone come quella del Movimento 5 stelle e Pd”, per poi passare all’elezione diretta del presidente della Repubblica.

Una giornata lunga in Regione Abruzzo, iniziata alle 9 con la riunione della quarta commissione, che avuto al centro del dibattito i fondi Saga per l’aeroporto d’Abruzzo. Un consiglio regionale aggiornato più volte nell’arco della giornata che si è poi concluso alle 21 con il rinvio al pomeriggio di domani.

A dare man forte ai diritti degli abruzzesi i pentastellati regionali che, a detta del capogruppo Sara Marcozzi, hanno cercato in tutti i modi di fare “costruzionismo” per “difendere i soldi dei cittadini abruzzesi”. Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, già aveva anticipato nel pomeriggio le sorti della giornata di lavori in Regione.

“Alla luce dei circa 2mila emendamenti ostruzionistici presentati dalle opposizioni”, ha detto all’Ansa Sospiri, “soprattutto dal M5S e in parte dal centrosinistra, le sedute potrebbero ancora protrarsi ma, come emerso, il limite è per ore 22 per via del fatto che per un accordo sindacale gli addetti del consiglio non possono restare al lavoro per 13 ore consecutive. Ecco che si fa la ipotesi di un rinvio della seduta a giovedì mattina”.

Lega dunque bloccata e opposizioni ferme nel non voler far passare la proposta di legge di Salvini, tanto cara a Giuseppe Bellachioma. Una maggioranza che, già dalle prime ipotesi, avrebbe dovuto avere, per far passare il provvedimento, i voti dei consiglieri di Forza Italia e Udc. Il carroccio ha infatti incassato, sulla carta, 3 voti di Forza Italia. Tre voti che però non bastano, dopo il secco “no” della rappresentante regionale dell’Udc, Marianna Scoccia, e la ferma opposizione del Movimento 5 Stelle e Partito democratico.

“Una maggioranza sempre più confusa e divisa”, ha sottolineato il consigliere di centro sinistra Giovanni Legnini, “forza in tutti i modi possibili le disposizioni statutarie e regolamentari al solo scopo di piegarli al raggiungimento di obiettivi molto lontani dagli interessi degli abruzzesi”. Secondo Blasioli, sempre tra le fila del Pd, “il consiglio regionale, che avrebbe dovuto svolgersi alle 11.30 della mattinata di ieri. ha subito costanti e continui rinvii perché ostaggio della Lega”.

Dura la posizione del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Abruzzo, Sara Marcozzi, che dalle prime ore di commissioni ha denunciato, in un post su Facebook, la totale assenza e puntualità dei consiglieri di maggioranza e opposizioni commissari delle Commissioni, e poi descrive la lunga giornata in regione come “surreale”.

“Oggi abbiamo toccato con mano tutta l’improvvisazione politica di una maggioranza che ha lavorato a colpi di messaggi WhatsApp e ‘comunicazioni informali’”, tuona la Marcozzi, “senza essere in grado di dare una singola risposta concreta. Pensate che in 13 ore di commissione il centro destra non ha saputo spiegare come sarà speso un contributo per Saga da un milione di euro. Questi sono soldi degli abruzzesi, il governo regionale ha il dovere di dirci come vogliono usarli. Qui nessuno vuol impedire un finanziamento all’aeroporto d’Abruzzo, chiediamo solo trasparenza. Oggi non sono stati in grado di fornirla”.

“Io non mollo”, sottolinea la pentasellata, “non accetto e mai accetterò che siano ridotti i diritti delle opposizioni. Oggi ci hanno provato in tutti i modi ma non glielo abbiamo permesso, tanto che alla fine hanno dovuto rimandare il Consiglio regionale. E lo dico fin da subito: pretendo che la maggioranza dia giusto spazio alla richiesta di referendum sulla legge nazionale, senza liquidarla con due ore di Commissione. Non è degno di persone che intendano fare questo lavoro in maniera seria, nel rispetto supremo dei diritti dei cittadini. Mi auguro che tutti nella maggioranza la pensino come me”.

La proposta di referendum, intanto, è solo rimandata ad oggi: alle 16.30 si riunirà, infatti, la commissione Bilancio e sapremo forse qualcosa in più, anche se, a detta della Marcozzi, “si spera che l’argomento non venga liquidato in un’ora di commissione né con un solo giorno. La maggioranza sta cercando di modificare una legge elettorale nazionale e con un quesito  che verrà senza dubbio giudicato inammissibile dalla corte costituzionale”.

Domani, a seguito della riunione della commissione vigilanza, si terrà nel pomeriggio, il consiglio regionale.