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Referendum targato Lega, arriva il via libera dalla Cassazione: ora la parola passa alla Consulta

Montepara (Lega): andiamo avanti, nostro intento quello di lavorare per gli abruzzesi

L’Aquila. Via libera dalla cassazione in merito al quesito referendario per l’abolizione della quota proporzionale. Un argomento che ha in larga parte interessato l’Abruzzo, causando una vera e propria bagarre all’Emiciclo per il tema della legge elettorale proposto dalla Lega.

Un muro contro muro che si è creato tra maggioranza e opposizione in Regione Abruzzo, che ha visto come protagonisti principali i membri dell’opposizione, in particolare la capogruppo del M5s Sara Marcozzi e il consigliere del Pd, Silvio Paolucci, che si è poi concluso dopo giorni di commissioni ed estenuanti trattative. Dopo il voto del consiglio regionale del Piemonte, l’Abruzzo si era classificata quinta regione ad approvare il provvedimento. Voto ininfluente, infatti, in quanto secondo il leader del Carroccio la Regione Abruzzo sarebbe dovuta essere tra le prime quattro a farsi promotrice dell’emendamento referendario.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, con ordinanza depositata ieri, l’ufficio centrale della Cassazione ha dato il via libera, per quanto di sua competenza, al quesito referendario per l’abolizione della quota proporzionale del “Rosatellum”, proposto da otto consigli regionali guidati dalla Lega e dal centrodestra. Adesso gli atti passano alla Consulta.

Il consigliere regionale della Lega Fabrizio Montepara accoglie con soddisfazione il pronunciamento della Cassazione. “Questa decisione della Cassazione”, sottolinea Montepara che era delegato del Consiglio per la presentazione del quesito referendario con Simone Angelosante, “riconosce il buon lavoro svolto dalla Regione e soprattutto mette definitivamente a tacere chi, come qualche consigliere di opposizione, aveva provato a screditare in modo strumentale la nostra iniziativa. Andiamo avanti ben consapevoli del nostro intento che è quello di lavorare per gli abruzzesi. Ribadisco quanto abbiamo sempre sostenuto: la modifica del sistema elettorale, attraverso il referendum che prevede il coinvolgimento diretto delle persone in una scelta così importante”, conclude Montepara, “è il massimo esempio di democrazia. Ora, aspettiamo con molta serenità il parere della Corte Costituzionale”.