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Regionali, il popolo abruzzese è chiamato alle urne: meno di 24h per eleggere il nuovo governatore della Regione

L’Aquila. “Today is the day”, direbbero i nostri colleghi e amici statunitensi. “Oggi è il giorno”. Nelle prossime 24h, infatti, 1,2 milioni di cittadini abruzzesi aventi voto si recheranno alle urne per eleggere il nuovo governatore della Regione. Si vota dalle 7 fino alle 23, deadline al termine della quale si procederà con lo spoglio e il conteggio delle liste. Difficile, però, avere un risultato certo prima della tarda mattina di domani.

Come ormai noto, sono quattro i candidati alla presidenza, quindici le liste in campo e quattrocentoventotto gli aspiranti consiglieri. Si contenderanno la poltrona di governatore Sara Marcozzi, avvocato di Chieti, consigliere regionale uscente, alla guida del Movimento 5 Stelle; Marco Marsilio, senatore romano di origini abruzzesi, di Fratelli d’Italia, alla testa della coalizione di centrodestra; l’ex vice presidente del Csm e sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini, avvocato originario di Roccamontepiano, a capo di una coalizione civica e di centrosinistra composta; Stefano Flajani di CasaPound, avvocato di Alba Adriatica.

Un appuntamento a lungo atteso, quello di oggi. Precisamente da quando l’ex governatore Luciano D’Alfonso diede le dimissioni, a causa dell’incompatibilità con il suo ruolo da neo senatore eletto in Parlamento, lo scorso 10 agosto. Da quel momento al vertice dell’apparato piramidale amministrativo si è insediato – in qualità di presidente vicario – Giovanni Lolli, il quale, però, vista la situazione venutasi a creare e, in attesa di veder eletto un nuovo presidente, ha svolto per lo più funzioni di ordinaria amministrazione. Da quel colpo di scena sono passati esattamente sei mesi e, ovviamente, in questo lasso di tempo le polemiche non sono mancate. 

Oggi si torna a votare, però. Novità principale è quella della doppia preferenza, ossia la possibilità per l’elettore di scrivere il nome di un uomo e di una donna. Non è ammesso il voto disgiunto: il voto espresso per un candidato presidente e per una lista diversa da quelle a lui collegate è quindi nullo. Il voto espresso per più liste collegate a candidati presidente diversi è nullo.