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Consorzio Vini d’ABruzzo 2

Regionali: vento di crisi in casa centrodestra, da quale lato soffia la bandiera?

Il clima si fa teso e l'affiancamento perduto. Quali scenari?

L’Aquila. Come era inevitabile che fosse, la scelta di garantire la leadership a Fratelli d’Italia in vista delle elezioni del prossimo 10 febbraio, non è stata digerita all’unanimità. Il motivo è molto semplice e sotto gli occhi di tutti: in Abruzzo, per ciò che concerne la coalizione di centrodestra, il partito guidato da Giorgia Meloni non può essere considerato quello principale, quello, cioè, capace di fare da traino al movimento.

Non più tardi di una decina di giorni fa, il deputato leghista Giuseppe Bellachioma aveva espresso la propria volontà di rivendicare la posizione da capofila della Lega, appunto, che, complice l’andamento nazionale, “non è più il partito da 3%” potendo contare, infatti, su un  importante numero di voti misto a un rinnovato appeal.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Forza Italia, con il senatore Nazario Pagano palesemente contrario alla decisione emersa dal vertice di Arcore tra Berlusconi, Salvini e la Meloni. Sibilline e inequivocabili le dichiarazioni rilasciate al Centro da Pagano: “Fratelli d’Italia è un partito poco radicato, un partito minore. La cenerentola del centrodestra”.

Rimettendoci a tale disapprovazione – manifestata pubblicamente – c’è da scommettere che in casa centrodestra le prossime settimane saranno caldissime. Non è più così scontato, infatti, quell’affiatamento sventolato ai quattro venti grazie al quale il centrodestra si sentiva la vittoria in tasca. I toni del confronto si sono alzati, però. Ma solo all’interno della coalizione.