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Regione, archiviato il caso giunta ora la guerra si sposta sulle commissioni. Chi avrà le presidenze?

L’Aquila. Taglia e cuci e la giunta è pronta. A un mese dalle elezioni che hanno portato Marco Marsilio alla guida della Regione Abruzzo si lavora a ritmi serrati per la composizione dell’esecutivo e per il primo consiglio previsto per martedì mattina. Dopo un lungo tira e molla con i componenti dei vari partiti che fanno parte della coalizione di centrodestra Marsilio è riuscito a chiudere la giunta con 4 assessori alla Lega -Emanuele Imprudente, Piero fioretti, Nicola Campitelli, e Nicoletta Verì, un assessore a Forza Italia, Mauro Febbo, un sottosegretario esterno Umberto D’Annuntiis, sempre in quota Forza Italia come Lorenzo Sospiri verso la presidenza del consiglio. Per Fratelli d’Italia invece ci sarà Guido Quintino Liris. Forza Italia, quindi, è riuscita a piazzare tutte e tre le sue pedine – Febbo, Sospiri e D’Annuntiis – mentre per la Lega è stato necessario scegliere tra i 10 eletti 4 da far salire in giunta.
Questo assetto ha comportato però una frizione profonda con Zelli e Azione popolare. A loro infatti non è andato alcun seggio in consiglio e per questo ieri mattina Zelli ha sbattuto la porta ed è andato via lasciando la guida del movimento. Fuori dalla giunta anche l’Udc con Marianna Scoccia. Dopo i diverbi pre-elettorali tra lei e il resto della coalizione la situazione sembrava essere migliorata tanto che qualcuno ipotizzava anche un ruolo per la Scoccia fiera dei suoi 5mila voti. In realtà, a parte qualche cordiale telefonata, non c’è stata alcuna intesa e l’Udc avrebbe chiesto addirittura agli uffici Regionali di non avere le stanze vicino agli altri partiti ma in un altro piano.
Archiviata la giunta ora la partita è aperta sulle presidenze delle varie commissioni. Nei prossimi giorni infatti, subito dopo l’insediamento del consiglio regionale, il presidente Marsilio, affiancato dai suoi fedelissimi tra i quali spicca il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ma anche il capo segreteria Massimo Verrecchia, dovrà sciogliere il nodo delle commissioni, fondamentali per l’attività del consiglio regionale. Anche in questo caso bisognerà scegliere meticolosamente cosa fare e non è escluso che la battaglia si sposti tra M5S e Pd. Le due forze d’opposizione dovrebbero avere delle presidenze, ma i grillini potrebbero fare la voce grossa, forti anche dell’alleanza nazionale con la Lega, e prendersi tutto lasciando a bocca asciutta Legnini e i suoi. L’Udc non starà però a guardare come del resto Azione politica. Le partite, in questo caso, sono ancora aperte.