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Riapertura scuole: un dovere anche se farà aumentare la circolazione del virus

Ranieri Guerra (direttore aggiunto dell'Oms): situazione ampiamente prevista, è inevitabile che con le riaperture ci sia circolazione

“Aprire le scuole è un dovere, anche se è inevitabile che questo farà aumentare la circolazione del virus”. Lo ha affermato Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms.

“E’ una situazione che era stata ampiamente prevista, è inevitabile che con le riaperture ci sia circolazione, è inevitabile che in questa stagione ci siano movimenti. Il problema è identificare questi microfocolai, alimentati anche da rientri da fuori Italia dove i controlli sono minori, e una rapidità di intervento per interrompere la catena di contagio. E’ ovvio che in un momento in cui si va verso riapertura scuole, che è un dovere, inevitabilmente anche questo porterà ad un aumento della casistica, che dovrà essere più basso possibile. L’Italia è molto avanti. Sono stati fatti passaggi importanti sia nel Cts che nei ministeri, a livello europeo c’è una diffusa sensibilità per il tema, è stato visto con le riaperture in Germania che hanno portato a chiusure quasi immediate. Non c’è un protocollo comune europeo, e forse sarebbe controproducente. L’importante è che il personale sia preparato, sia supportato, ci sia una chiara distribuzione dei compiti e che ci sia una capacità di intervento a livello locale. E’ impossibile prevedere tutte le situazioni a livello locale, bisogna investire sulla capacità tecnica, di dipartimenti di prevenzione, medicina generale, pediatria, che sono grandi protagonisti di una sorveglianza”.

Il 31 agosto, ha annunciato Guerra, ci sarà una conferenza organizzata dall’Oms Europa. “Questa avrà la partecipazione di 53 Paesi, e dovrà dare una parola definitiva sul tipo di rischio, sulla mitigazione e su una concertazione che dovrà essere aumentata. Il messaggio e’: proteggetevi tutti indipendentemente dall’età perchè questo è un brutto animale e potrebbe dare dei problemi, anche in assenza di sintomatologia grave in questo momento durante le prime fasi del contagio”. Secondo Guerra, “l’Italia è in una situazione molto migliore rispetto all’inizio dell’epidemia: è attrezzata per
quanto riguarda gli equipaggiamenti, all’inizio non era così, ma non solo per noi, è stato fatto uno sforzo gigantesco, il commissario Arcuri ha fatto cose straordinarie. In questo momento i tamponi ci sono, i laboratori ci sono, si tratta di organizzare il contact tracing, equipaggiare e mettere a disposizione il personale al territorio per tracciare con progressiva efficacia rispetto all’attuale. Mi auguro che lo sforzo organizzativo titanico continui a dare i frutti che già vediamo”. Guerra ha commentato anche il dato secondo cui la Germania non ha avuto il calo dell’età media dei casi che ha visto invece l’Italia.”L’Italia è stata colpita anche in sedi istituzionali, come le Rsa o le lungodegenze, non solo per motivi medici o per l’applicazione di protocolli rigorosi, ma anche e soprattutto perché la Germania ha un tipo di gestione dell’anziano molto diversa da quella italiana, che è più sociale, interattiva, aperta, e quindi ha aperto le porte anche al virus, questo è stato verificato e studiato. La
Germania peraltro non ha avuto la letalità tra gli anziani che l’Italia ha avuto soprattutto per questo motivo”.