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Ricattata con foto false, la Pezzopane chiede un milione di euro per il danno all’immagine

L’Aquila. Come dimenticare lo scandalo che travolse la senatrice Stefania Pezzopane e l’ex governatore Gianni Chiodi vittime di un abile ricatto messo in piedi grazie a foto e video falsi o ritoccati. Come riporta Il Messaggero gli ideatori della truffa hanno tentato di prendere le distanze, di discolparsi, ma ora sotto processo, rischiano di dover risarcire la senatrice che ha chiesto, attraverso la costituzione ieri in aula di parte civile (Chiodi ha rinunciato) la somma di 600 mila euro per i danni morali, altri 50 mila per quello patrimoniale; ulteriori 350 mila per quello biologico. pezzopaneUn maxi risarcimento dai un milione di euro nei riguardi di Gianfranco Marrocchi, 60 anni di Pescara, ma residente a Lucoli, editore di Tv Più e Marco Minnucci di 29 anni di Fermo e residente a Porto San Giorgio, gli ideatori della pubblicazione sul quotidiano “Libero” di una foto ritoccata della Pezzopane insieme al fidanzato Simone Coccia Colaiuda in vasca idromassaggio con un ex narcotrafficante oltre a far pubblicare sui siti di gossip e sui social dettagli piccanti e foto compromettenti (e false) sulla coppia, chiedendo il Marrocchi alla senatrice un finanziamento per un progetto sul sociale in cambio dello stop alla diffusione. L’avvocato Piermichele De Matteis, legale di fiducia della senatrice, evidenzia a supporto del danno all’immagine «il ruolo politico della Pezzopane, il rilievo internazionale della stessa per la vicenda del terremoto. Una immagine pubblica fortemente pregiudicata in un delicatissimo momento politico». Una vicenda che ha creato «un indubbio e negativo effetto psicologico aggravato dall’essere madre di una ragazza appena 17enne». Sotto processo anche il regista Giovanni Volpe, 59 anni di Battipaglia (Salerno); Raimondo Onesta, 40 di Pratola. Secondo l’accusa avrebbero approfittato dello scandalo Rimborsopoli (in cui si scoprì una notte in albergo di Chiodi con la consigliera alle Pari opportunità, Letizia Marinelli) per ricattare l’ex governatore sostenendo di avere altre immagini e la disponibilità economica per realizzare un film a luci rosse sulla sua scappatella. E mentre Onesta trattava con l’allora presidente chiedendo 35mila euro, Marrocchi e Volpe chiedevano interviste alla Marinelli e pubblicizzavano già il film che sarebbe dovuto uscire a maggio 2014, a ridosso delle Regionali. Il processo è stato aggiornato al 3 maggio.