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Ricostruzione: Confimi-Aniem elenca le 6 priorità per rilanciare L’Aquila

L’Aquila. Va bene tutto, anche una legge sulla ricostruzione che arriva dopo 5 anni. Purchè siano finalmente previsti tempi certi nei pagamenti e nel completamento delle procedure. Pretendere che un’impresa si trovi ad anticipare 3 milioni di euro, come nel caso di una delle nostre associate Aniem Abruzzo, ha un segno preciso: scegliere la mafia in luogo della legge, perchè questa di liquidità ne ha da vendere. Semplicemente cosi’ arriva il malaffare su L’Aquila, con l’inefficienza della pubblica amministrazione, non con l’ingordigia degli imprenditori come qualcuno vuole far apparire”. E’ quanto sostiene, in una nota, Ernesto Petricca, direttore Confimi Abruzzo e Aniem Abruzzo. L'AQUILA PIAZZA DEL MERCATO RIPOSO MAESTRANZE“Ora, se le beghe nei quartieri generali delle supernomine sono finite – dice – passiamo ai fatti, cioè ai pagamenti immediati alle imprese: visto che l’Usra e’ tornato ad essere operativo e i soldi al Cipe sono pronti non ha più giustificazione alcuna per tenere le pratiche ferme. I punti nodali che sfuggono al canovaccio di legge sulla ricostruzione – ricorda Petricca – sono stati elaborati dall’Aniem Abruzzo – Confimi Abruzzo e dettagliatamente relazionati: riposano ora nelle mani della senatrice Stefania Pezzopane. Ma su alcune situazioni generali i costruttori esigono che ci sia chiarezza immediata: rappresentano un patrimonio locale di 400 aziende per un totale di circa 4mila addetti e un fatturato che somiglia a qualcosa come 450 milioni di euro”. In sintesi, il direttore Confimi-Aniem Abruzzo elenca sei priorita’: “la tassa di occupazione del suolo pubblico va definitivamente eliminata: oltre ad essere insostenibile per quanto e’ onerosa, e’ una contraddizione in termini, perche’ per ricostruire bisogna occupare il suolo, praticamente tutto. La stessa Agenzia delle Entrate nel 2009 delibero’ l’esclusione di bolli e tributi: un fatto eccezionale che si commenta da solo ma, ciononostante, la tassa viene ancora pretesa dai Comuni e regolarmente pagata; il Mibac e’ un mammut, o lo portiamo al Castello Cinquecentesco e ci costera’ solo di affitto oppure procediamo subito alla nomina di una figura apicale che abbia capacita’ di firma: i Sal approvati e non istruiti rappresentano un procurato danno, anche erariale; le migliorie delle abitazioni vanno disciplinate affinche’ non configurino un ingiusto arricchimento pagato dallo Stato a mezzo contributo: sappiamo tutti che le imprese vivono il ricatto di vedersi aggiudicati i lavori in cambio di migliorie sostenute a spese propri; i tempi dei pagamenti alle imprese, nella fase che corre dall’attivazione al pagamento dei Sal, possono essere dimezzati attribuendo potere di disporre l’erogazione direttamente agli Amministratori di Condominio o ai Presidenti dei Consorzi: una sorta di equiparazione ai Rup che elimina il passaggio attraverso il Comune; sanzioni per funzionari che rallentano le pratiche per inerzia, esattamente come avviene nelle imprese che non rispettano i tempi di consegna dei lavori: questa e’ l’occasione per applicare la decantata equiparazione tra pubblico e privato e l’efficientamento della P.A.; previsione di tempi certi per l’istruttoria dei Sal e per i collaudi eseguiti dai direttori di cantiere: sono fasi non regolamentate che paralizzano l’iter e allontanano la data dei pagamenti Il resto – conclude Petricca – sono note tecniche che vedremo nello specifico al prossimo tavolo tecnico: aspettiamo la convocazione”.