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Ricostruzione, eliminata la certificazione antimafia. M5S alla Pezzopane: regalo alle mafie

L’Aquila. Scoppia la polemica per un emendamento della senatrice Stefanioa Pezzopane (Pd) con il quale si consente alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma di lavorare presentando una autocertificazione e non più la certificazione antimafia. “Un vero regalo alle mafie” denuncia il Movimento 5 Stelle. Tutto è avvenuto nella notte scorsa quando la commissione Bilancio del Senato ha approvato al decreto enti locali due emendamenti, sul post-sisma in Abruzzo della senatrice aquilana, facenti parte del suo ‘pacchetto ricostruzione’ che in parte la commissione dovrà ancora affrontare nelle prossime ore. In primo emendamento apporta alcune correzioni al decreto del governo che la senatrice aveva concordato con i sindaci e le categorie produttive, inserisce la Soa e l’autocertificazione, elimina l’incompatibilità tra progettista ed impresa, viene soppressa la stazione unica appaltante, vengono chiariti meglio i criteri per le società impegnate nella ricostruzionL'Aquila ricostruzione post-terremotoe e semplificate le procedure. Viene inoltre concessa la possibilità di sostenere le associazioni culturali per la promozione turistica. Mentre il secondo emendamento, molto atteso dai Comuni del Cratere, perché li esonera dalla partecipazione obbligatoria al fondo di solidarietà, dal momento che il loro contributo veniva calcolato sui bilanci del 2009, ‘gonfiati’ dalle risorse e dagli interventi per il sisma.  Ancora in sospeso un emendamento sui centri storici delle frazioni e dei comuni, sulle penali ed altro. Non è soddisfatto quanto la senatrice Pezzopane il Movimento 5 Stelle secondo cui le modifiche vanno a favorire le associazioni criminali che in questi anni hanno dimostrato più volte interesse per la ricostruzione aquilana. Decine e decine, infatti, dal 2009 ad oggi, i certificati antimafia ritirati dalla prefettura a ditte impegnate nei lavori. E proprio il ritiro di questi documenti ha consentito di bloccare più di una volta imprese in odore di mafia o ‘ndrangheta. Adesso con l’autocertificazione i controlli dovranno essere probabilmente ancora più serrati per accertare eventuali documenti falsi pur di lavorare. “Non bastano tutte le inchieste che hanno dimostrato quanto sia stata depredata la cittadinanza”, incalzano i grillini  della commissione Antimafia “questa gravissima azione anche alla luce di una continua riduzione delle prefetture, un disegno messo in atto dal Governo. Se le prefetture ad oggi hanno problemi nell’emettere le certificazioni antimafia oberate come sono di lavoro, il Governo riduce le prefetture di numero e così si passa facilmente all’autocertificazione su tutto il territorio nazionale. La manovra è chiara: favorire le mafie. Non c’è altro da aggiungere”.