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Ricostruzione, il Comune dell’Aquila scrive a Crimi: equiparare stipendi, rivedere la norma del decreto

L’Aquila. In una lettera inviata al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Ricostruzione, Vito Crimi, il vicesindaco Raffaele Daniele e l’assessore al Personale, Monica Petrella, hanno sollevato il problema dell’equiparazione della retribuzione dei dipendenti degli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e del Cratere, sostenendo che il trattamento economico di questi, parificato a quello della presidenza del Consiglio dei ministri, deve essere esteso anche ai dipendenti del Comune dell’Aquila. In tal senso l’amministrazione comunale ha proposto un emendamento al decreto che prevede lo stanziamento del contributo straordinario al Comune dell’Aquila per le mancate entrate post sisma.

“Il sindaco Biondi, già prima delle sue dimissioni e comunque anche in questa fase transitoria in cui tali dimissioni non sono ancora efficaci, ha sostenuto fortemente questa tesi in favore dei dipendenti del Comune dell’Aquila e ci ha chiesto di sollecitare il sottosegretario Crimi affinché la norma del decreto venga parzialmente modificata”, hanno spiegato i due amministratori, “la disposizione contenuta nella bozza di decreto, che determina il trattamento economico in favore dei dipendenti dei due Uffici speciali, è certamente condivisibile nella sua formulazione, ma è fortemente discriminatoria per tutto il personale del Comune dell’Aquila che, dall’immediatezza del sisma, lavora incessantemente e con dedizione ai processi della ricostruzione, sotto tutti i punti di vista”.

Nella nota indirizzata a Crimi, viene ricordato che “il meritevole lavoro degli Uffici speciali è stato avviato a partire dalla loro costituzione, avvenuta nel 2013, mentre il personale del Comune dell’Aquila ha iniziato le attività correlate al sisma del 6 aprile 2009 già nelle ore immediatamente successive al terremoto e sta continuando, con tutte le difficoltà del caso”. “Il riconoscimento economico per il lavoro svolto e ancora da svolgere – è scritto ancora nella lettera – non può quindi escludere i dipendenti del Comune, che in prima linea, e da subito, si sono adoperati per ricominciare dopo quella tragedia. Va inoltre considerato che si tratta di persone che hanno subito lutti familiari, hanno vissuto in condizioni di precarietà, oltre a dover fare i conti con disagi di ogni natura per via della devastazione generata dal sisma. Ma, nonostante, questo, hanno riavviato e continuano a ‘tenere accesa’ la macchina comunale con orgoglio e dedizione”.

“Per questi motivi, come voluto fortemente dal sindaco Biondi e da tutta l’amministrazione comunale”, hanno concluso gli amministratori firmatari della lettera, “abbiamo chiesto al sottosegretario Crimi di rivedere la norma dell’emanando decreto, in modo tale che a far data dal 2018 sia garantito lo stesso trattamento economico a tutti coloro che svolgono la stessa attività lavorativa, tanto negli Uffici speciali quanto nel Comune dell’Aquila”.