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Ricostruzione L’Aquila, Cicchetti (Anche): o si muove il governo o sarà mobilitazione collettiva

L’Aquila. “Ci auguriamo che i nostri emendamenti tesi all’accelerazione della ricostruzione pubblica, possano essere ripresentati con un esito diverso, altrimenti saremo costretti a cambiare atteggiamento e strategia per farci ascoltare”.

Il presidente dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, in un una nota annuncia mobilitazione dopo che, “stando alle ultime notizie”, le proposte per il cratere del terremoto dell’Aquila del 2009, hanno ricevuto parere contrario da parte delle Commissioni della Camera dei deputati, “così come tutti quelli riguardanti la ricostruzione”.

Cicchetti denuncia “disattenzioni da parte del Governo” che non ha rinnovato la governance del terremoto con i vertici dei due uffici speciali scaduti, il vertice della struttura di missione, oltre alla mancata nomina del delegato alla ricostruzione.

Ma lancia anche un appello affinché l’esecutivo lanci “un eguale decisivo”. Gli emendamenti erano inseriti nel decreto Genova e riguardano tra le altre cose l’istituzione di una conferenza permanente tra tutti i decisori e gli enti coinvolti nelle gare d’appalto per velocizzare il processo autorizzativo.

“Una soluzione semplice, a costo zero, che permetterebbe – spiega ancora Cicchetti – di accorciare i tempi morti dei passaggi burocratici da un ufficio all’altro e che potrebbe portare ad uno sblocco immediato degli arretrati e all’apertura dei cantieri nei centri del cratere, con tutti i benefici economici sul lavoro delle imprese e
l’occupazione derivante, nonché il miglioramento della vivibilità dei centri storici in via di rinascita”.

Il presidente dei costruttori rimarca sottolinea “l’apprensione tra gli imprenditori edili”. “Non vorremmo che questi segnali fossero il preludio di una fatale sottovalutazione nei confronti del disagio del nostro territorio alle prese con una sfida difficilissima e ancora lontana dal traguardo”.

“La nostra aspettativa è condivisa dagli operai che nutrono inquietudini per il futuro lavorativo, dopo il calo di 900 unità negli ultimi due anni, secondo dati certificati e con una tendenza inarrestabile, e dalle imprese che devono effettuare la programmazione di mezzi e risorse per i prossimi mesi”. Sono circa 100 in meno oggi, le imprese operanti rispetto al 2016 che sviluppano un numero ben più alto di cantieri e gru.