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Ricostruzione post sisma, la regione Marche non vuole ridistribuire le risorse. All’Abruzzo solo il 10%

L’Aquila. “Non è possibile rimettere in discussione ogni volta quanto già deciso all’indomani del sisma”. Così il sindaco di Arquata del Tronto (provincia di Ascoli Piceno), Aleandro Petrucci dopo una riunione della cabina di coordinamento, convocata a Roma dal commissario Farabollini, a cui ha preso parte come rappresentante per Anci Marche dei Comuni del cratere marchigiano. All’ordine del giorno vi era la tematica relativa al personale, la ripartizione delle nuove 200 unità per le quali è prevista l’assunzione a tempo determinato e il destino di quelle attualmente in forza.

“Le quote sono state assegnate in base all’entità e all’ampiezza del danno riportato da ciascuna regione coinvolta dagli eventi sismici” spiega Petrucci “e alle Marche è stata attribuita la percentuale del 62% in un’ordinanza che risale al 2016. Non è pensabile rimettere ogni volta in discussione quanto già stabilito, perché si rischia di allungare ulteriormente i tempi della ricostruzione; ma soprattutto non è pensabile rimettere in discussione il contingente di personale e le risorse economiche assegnate alla regione Marche che indubbiamente è quella più gravemente danneggiata dal sisma”.

La richiesta di una revisione delle quote di ripartizione del personale, fa sapere il sindaco di Arquata, è stata avanzata dalla regione Abruzzo oggi fortemente critica nei confronti di quel 10% attribuitole dall’ordinanza: “La ricostruzione sembra non essere più una priorità” conclude Petrucci alla vigilia del terzo anniversario dal sisma. “Ci si perde in discussioni inutili invece di fare passi avanti per restituire alle popolazioni e ai territori colpiti la dignità che meritano. La cabina di coordinamento tornerà a riunirsi martedì e annuncio da subito l’assoluta indisponibilità a nome dei Comuni marchigiani colpiti dal sisma a discutere e quindi rimettere in discussione le ripartizioni già precedentemente condivise e stabilite”.