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Rigopiano: ex prefetto indagato per ritardi nei soccorsi. Provolo: ‘Dispiaciuto, mastico amaro’

Pescara. L’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, e gli altri due funzionari Ida De Cesaris e Leonardo Bianco, sono indagati dalla Procura di Pescara perché ”pur nella consapevolezza che quanto meno dal 16 gennaio la provincia di Pescara era in stato  ‘emergenza”, in quanto la stessa Prefettura aveva inviato nota alla Presidenza del Consiglio e al Ministero degli Interni, ”soltanto all’esito della riunione in Prefettura del comitato dell’ordine pubblico alla ore 10,00 del 18 gennaio, invitava gli operatori della Prefettura a scendere nella sala della protezione civile determinando non prima delle ore 12.00 la reale operatività del Centro Coordinamento Soccorsi in forza della effettiva apertura della sala operativa della Sala Provinciale prima non funzionante”. Nell’ordinanza della Procura quindi si legge che ”ormai troppo tardi, solo alle ore 18.28 del 18 gennaio”, il prefetto si attivava ”nel chiedere l’intervento di personale e attrezzature dell’Esercito Italiano per lo sgombero della neve nei paesi montani della provincia di Pescara” e altre turbine alla Regione Abruzzo. La valanga che ha travolto il resort di Rigopiano è arrivata poco prima delle ore 17,00, ma questo ritardo nell’attivare i soccorsi ha fatto si che fossero determinate ”le condizioni per cui la strada provinciale dell’hotel fosse impercorribile per ingombro neve, di fatto rendendo impossibile a tutti i presenti in detto albergo di allontanarsi, tanto più allarmati dalle scosse di terremoto della giornata”. La Procura ha disposto l’interrogatorio di Provolo per il prossimo 12 dicembre a Pescara. ”Mastico amaro”. E’ il laconico commento dell’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, raggiunto oggi dall’avviso di garanzia per la vicenda di Rigopiano. Provolo è stato trasferito nei giorni scorsi a Roma. ”Ho sempre detto che parlano le carte, i verbali – dice all’Ansa – Noi abbiamo lavorato, poi se uno mi chiede se si potevano fare le cose meglio, beh, se potevamo fare qualcosa di più, insomma, tutto può accadere. Ma l’essenziale è stato fatto, quindi questa cosa un po’ mi ferisce perchè questa, come ho detto spesso, è una cosa che porterò sempre nel cuore”.