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#Rigopiano, Salzetta: ‘Finalmente qualcosa si muove. Con la strada pulita in molti si sarebbero salvati’

Farindola. “Finalmente qualcosa si muove, parlo dell’inchiesta e degli indagati. Ovviamente ognuno di loro ha delle responsabilità per quello che è successo”. Questo il commento di Fabio Salzetta, manutentore dell’Hotel Rigopiano, fra gli undici sopravvissuti alla tragedia del 18 gennaio scorso, salvatosi perché fuori dall’albergo con Donato Parete, fra i primi a lanciare l’allarme. Tra le 29 vittime, la sorella Linda, anche lei impiegata all’interno del resort di Rigopiano di Farindola. Lei è stata la sesta vittima estratta dalle macerie. I soccorritori hanno recuperato il suo corpo nel giorno in cui la ragazza avrebbe compiuto 31 anni. Conoscendo bene la struttura, Fabio, rimasto sul posto durante le ricerche per supportare i soccorritori, aveva detto dove poteva trovarsi la sorella al momento del disastro e lì, infatti, il corpo della ragazza è stato trovato.

 

Sulla nevicata di quei giorni, e sulla strada inagibile in quelle ore precedenti la tragedia, Fabio Salzetta ha aggiunto: “Almeno un metro di neve ogni due anni si vede sempre a Farindola. Se ci fosse stata una strada pulita, in molti si sarebbero salvati”. Poi, un commento amaro sulla posizione del resort: “Oggi si vede quel canalone. Senza un piano valanghe chi ha dato l’autorizzazione di fare quell’hotel ha sbagliato. Con un rischio simile, sapendo di questo, io non ci avrei lavorato”