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Ripascimento del Foro d’Ortona, il Wwf lancia l’allarme: gravissimo rischio ambientale per il fratino

Ortona. Nel progetto di escavazione e approfondimento dei fondali del bacino portuale di Ortona, finanziato con i PAR FAS 2007/2013, è prevista un’opera di ripascimento dell’arenile tra la foce del fiume Foro e il Lido Riccio con un quantitativo non indifferente di sedimenti pari a 143.550,00 metri cubi. Un progetto che non convince il Wwf, che spiega: “Le relazioni a corredo del progetto sono fortemente carenti dal punto di vista ambientale, a tratti imbarazzanti. Basti pensare che la descrizione delle componenti biotiche del litorale di riferimento è brevissima e scadente, ridotta a una sequenza di specie vegetali senza adeguati riferimenti bibliografici e senza alcuna corretta menzione del sistema dunale presente”.

“Ma quello che lascia davvero stupiti e rende inaccettabile la presentazione del progetto è la completa assenza di valutazione dell’impatto che l’opera può avere su una specie come il fratino (Charadrius alexandrinus)” afferma il Wwf. “Ci si dimentica completamente del fatto che il Foro di Ortona è da anni una delle zone di maggiore importanza per la specie, sia per il numero di nidi sia per il loro successo: l’ecosistema dunale pioniero, ampio e ben conservato, permette che ci sia un alto numero di nidificazioni, tra le più elevate di tutta la Regione Abruzzo”.

“Il progetto di ripascimento, insistendo direttamente sull’habitat di nidificazione del fratino, con la evidente e molto invasiva compromissione del sistema dunale, va di fatto a interferire con il ciclo vitale della specie e ne potrebbe compromettere la permanenza nella zona. La Regione Abruzzo, deputata alla protezione del Fratino, specie tutelata da normative nazionali e internazionali, potrebbe perdere, a causa dei lavori citati, uno dei siti più importanti per la conservazione della specie, compromettendo in maniera considerevole la popolazione regionale” continua il Wwf. “Non è accettabile che nei documenti di progetto non si faccia alcun riferimento all’impatto e all’interferenza che si avrebbe sul fratino. La Regione intervenga a tutela dell’ambiente”.

Il Wwf Abruzzo, insieme al Wwf Zona frentana e costa teatina, ha presentato al servizio di valutazioni ambientali della Regione Abruzzo sue osservazioni al progetto chiedendo, tra le altre istanze, “che venga elaborata un specifica valutazione di incidenza ambientale (Vinca) che valuti l’impatto su una specie protetta, il fratino, come legiferato dal ministero dell’ambiente, e di escludere categoricamente un cantiere a terra nell’area di spiaggia compresa fra la foce del fiume Foro a nord e di quella del fiume Arielli a sud, per via della presenza di habitat dunali e specie floro-faunistiche di pregio e importanza comunitaria. In particolare, non si può non considerare che la zona rappresenta uno dei siti più importanti per la nidificazione del fratino, che la realizzazione del lavoro potrebbe compromettere in modo considerevole creando un inestimabile danno ambientale”.