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Rischio nuovo commissariamento per sanità abruzzese, Paolucci a Marcozzi: evocati scenari apocalittici non reali

Pescara. “Gli scenari apocalittici evocati da Sara Marcozzi, candidata dal M5s alla presidenza della Regione Abruzzo nonostante abbia preso meno voti del suo collega di partito Domenico Pettinari, sono perfetti per un dramma shakespeariano ma del tutto scollegati dalla realtà fattuale”. Questa la replica dell’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, alla consigliera pentastellata che ha parlato di rischio di un nuovo commissariamento per la sanità abruzzese. “Il problema vero è che i grillini”, afferma Paolucci in una nota, “sono già in campagna elettorale e adoperano la tattica delle notizie urlate e in negativo per gettare fango sugli avversari. Ogni anno parlano di debiti e tasse”.

“Lo scorso anno”, continua, “indicarono in 100 milioni il disavanzo, un dato che si dimostrò falso, e così negli anni precedenti. Ricordiamo alla seconda classificata alle ‘Regionarie’ che è stata proprio questa amministrazione, all’inizio di settembre, a proporre al Governo l’abolizione del superticket sanitario, ma l’esecutivo grillino-leghista si è opposto. Inoltre, era stato proprio il M5s abruzzese all’inizio dell’estate ad annunciare in pompa magna la riapertura degli ospedali da noi rimodulati secondo le norme nazionali, ma a tutt’oggi non si è mossa foglia. Hanno promesso in ogni luogo della Regione un qualcosa in più mentre a Roma bocciavano ogni proposta che rivelasse l’astronomica distanza tra le promesse della demagogia e la realtà del governo”.

“Alle loro chiacchiere “, dice ancora Paolucci riferendosi ai pentastellati, “noi opponiamo i numeri: il punteggio dei Livelli essenziali di assistenza, i Lea, nella sanità abruzzese è passato da 163 del 2014 a oltre 190 del 31 dicembre scorso, con un recupero di oltre 250 milioni di euro per le casse regionali (fonte ministero). E l’uscita dal commissariamento della Sanità, prima regione in Italia a farlo, è un fatto incontrovertibile. Invito Sara Marcozzi”, conclude Paolucci, “a portare avanti un confronto serio sulla sanità e non su queste basi”.