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Rissa in tv tra candidati, Acerbo: D’Alfonso come Ciancimino, Chiodi declina l’invito

10308426_573071069479376_5647298439859613901_nChieti. Si alzano i toni a pochi giorni dall’appuntamento elettorale più atteso dagli abruzzesi. Nel confronto televisivo che andrà in onda questa sera su Rete8 Maurizio Acerbo ha paragonato l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso a Ciancimino in un momento di grande tensione nel fuori onda al limite della rissa tra i due candidati governatori. «Tu peschi in un bacino elettorale di tre voti» ha detto Dalfy provocando Acerbo che gli ribatte citando la mafia e affermando: «Anche Ciancimino prendeva 100 mila voti». Un confronto che doveva essere sui temi di politica e sui problemi della regione che in poco tempo è diventata una rissa elettorale senza precedenti. Non era presente la candidata del M5S Sara Marcozzi e a sorpresa anche Gianni Chiodi ha preferito saltare l’appuntamento televisivo affidando ad una nota le motivazioni del suo forfait. “Per 5 anni sui cinque e mezzo di legislatura sono stato ingiustamente oscurato dall’emittente televisiva Rete 8 per finalità poco nobili, riconducibili a interessi economici di parte, in nome dei quali è stato calpestato il diritto all’ informazione e l’autentica dialettica politica” ha detto Chiodi aggiungendo: “Per questo ho deciso di non partecipare al dibattito televisivo organizzato da chi ha dimostrato come l’informazione possa essere servile strumento di parte. Rinnovo la stima ai giornalisti chiamati a partecipare, alla Redazione di Rete 8 e agli spettatori ingiustamente penalizzati nel diritto ad essere informati sulle attività della Regione”. Il Governatore conclude dicendo: “Non è mio costume sottrarmi ai confronti. La mia attività e i risultati conseguiti mi danno gli strumenti atti ad affrontare qualsiasi platea. Ma non posso, né voglio onorare chi del rispetto, dell’onestà intellettuale e della lealtà alla propria professione è capace solo di riempirsi la bocca”. (g.r.)